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lunedì 28 gennaio 2019

Il volto missionario ed educativo della parrocchia


E’ agevole riferirsi ad un lessico iconografico per descrivere il cammino intrapreso dalla Parrocchia per l’anno pastorale iniziato con il convegno diocesano di settembre scorso che ha sviluppato un’ampia riflessione sulla nota pastorale della CEI del 2004: Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia.
In questo senso si può attingere utilmente ai supporti visivi e mediali di cui si avvale il Parroco per la guida e la partecipazione pastorale della comunità parrocchiale; ispirandosi sia ai temi proposti dal magistero episcopale e pontificio, e sia alla tradizione parrocchiale che è fortemente orientata alla catechesi formativa e alla sinergia con le istituzioni educative del territorio. Si può avere così un quadro visibile e significativo delle attività svolte dalla Parrocchia in questo primo scorcio dell’anno pastorale che va dal tempo natalizio alla fine di gennaio. Scorcio di tempo che viene vissuto in parallelo con la Liturgia realizzando momenti ed iniziative coinvolgenti come la pastorale turistica, la mensa per l’accoglienza, il laboratorio per il presepe tematico, concerti e attività teatrali giovanili ed oratoriane, la missione educativa parrocchiale svolta nell’ambito della Settimana dell’Educazione e della tradizionale Festa Parrocchiale in onore di San Giovanni Bosco. Quest’anno assume anche un forte significato per la “Storia” parrocchiale: si celebra il 35° anno di ministero di Parroco dell’Assunta di Mons. Angelo Crispino; con un segno tangibile che lo stesso Parroco ha voluto tracciare con la pubblicazione di un libro meditato e scritto, sui 60 della Parrocchia (la più “giovane” del paese),
e donato ai parrocchiani e alla cultura storica locale e diocesana. Seguiamo in cronologia inversa (dalla data più recente) le brochure e le note informative ed esortative del Parroco utilizzate per la comunicazione in bacheca e sulle pagine social collegate con la Parrocchia.


Lunedì 28 gennaio 2019
Carissimi, apriamo la nuova settimana con rendimento di grazie al Signore e con la viva speranza di gustarla con profonda emozione e intensa gioia!
È infatti la "Settimana dell'educazione e la festa dell' educatore" che come comunità cittadina ci apprestiamo a vivere nel tradizionale contesto della ricorrenza liturgica di Don Bosco, maestro ed educatore!
Una iniziativa storicamente rinnovata che chiama a raccolta e sensibilizza gli educatori tutti,pur nella varietà delle specifiche missioni e responsabilità,a riflettere sulla missione e testimonianza di Don Bosco, patrono degli educatori e protettore della gioventù a far tesoro del suo messaggio educativo in un periodo storico di profonda crisi educativa dell'universo giovanile, vittima di fenomeni sempre più frequenti di bullismo e di microcriminalità!
Intanto,custodiamo nel cuore le emozionanti immagini della GMG di Panama e i vibranti messaggi di Papa Francesco che ha invitato i giovani del mondo a non essere "sala d'attesa" ma protagonisti della propria vita e ad impegnarsi con coraggio e generosità per gli altri,a cominciare dalla propria comunità ecclesiale!
"Cari giovani,voi non siete il futuro ma l'adesso di Dio!"
Diamo oggi infatti inizio al nostro percorso di sensibilizzazione e di riflessione sul tema dell'educazione con le visite mattutine dei missionari francescani alle istituzioni scolastiche incontrando gli alunni,gli educatori ed operatori scolastici mentre nel pomeriggio avrà luogo l' animazione catechetica e ludica!
Una tre giorni che predisporrà alla conoscenza e venerazione del grande Santo Educatore Doesto n Bosco che festeggeremo solennemente nella ricorrenza liturgica del 31 gennaio p.v.
L'intenso programma sarà oggetto di notifica quotidiana e di riflessione perché cresca non solo la nostra devozione al Santo dei giovani e della gioia ma soprattutto il nostro Amore verso i ragazzi e giovani nella delicata e difficile arte dell'educare,oggi più mai!
A DON BOSCO chiediamo protezione per i giovani e, per tutti gli educatori la gioia del servizio!
Buon inizio di settimana nella gioia!


Martedì 15 gennaio 2019
Carissimi, un grato e commosso buongiorno rivolgo a tutti per aver raccolto, nel ricordo del mio giubileo pastorale, giunto al 35 anno di vita,una valanga di vostre testimonianze che hanno vivificato legami antichi,ricordi indelebili,tante esperienze condivise, sentimenti intramontabili con espressioni di affetto, di stima, di cordiale gratitudine.
Nel leggervi ho avuto per ciascuno di voi un pensiero gioioso e benedicente che continuerà nel tempo ad essere coltivato e sostenuto dalla preghiera che vi assicuro umilmente con fraterna amicizia!
Grazie di cuore anche per la vicinanza e il sostegno che ricevo da voi nell'esercizio della mia missione non facile né agevole, che da lunghissimo tempo mi vede all'opera e che con la grazia di Dio mi auguro di onorare con amore perseverando nella fedeltà fino alla fine!
Un segno della nostra comune esperienza di vita umana, professionale e pastorale maturata nel sociale,nel mondo della scuola, nella Comunità Ecclesiale,in un arco di tempo così lungo,si concretizzerà a breve con la pubblicazione del volume su Frattamaggiore sacra che riguarderà l'itinerario della nostra giovane parrocchia dell'Assunta,che sarà presentato nell'aula consiliare il prossimo 4 febbraio e che sarà omaggiato anche a tutti i nostri amici lettori virtuali e messo a disposizione degli amministratori dei gruppi che interagiscono con noi!
Un gesto che intende incoraggiare di più la conoscenza della storia locale,gratificare gli studiosi di vita frattese,promuovere la valorizzazione del bello,del buono e del ricco patrimonio culturale e artistico della nostra terra!
Gli appuntamenti sono tanti e dal canto nostro ci impegneremo a offrirvi con diligenza un puntuale servizio informativo e formativo che faccia crescere le nostre conoscenze di storia locale e il nostro amore per la città e per la Chiesa.
Grazie ancora e buona giornata!


Lunedì 14 gennaio 2019
Carissimi, apro gli occhi al nuovo giorno e lodo il Signore invitando anche tutti voi a unirvi a me nel ringraziamento perché ricorre oggi il 35 *anniversario dell'immissione nel possesso canonico alla guida pastorale della parrocchia di Maria SS.Assunta in questa nostra città di Frattamaggiore!
Un evento che non manco di vivere nella gratitudine a Dio,datore di ogni bene,nella preghiera incessante per la luce,il conforto e il sostegno con cui ha accompagnato il mio ministero pastorale,nel rendergli gloria per la fecondità del servizio di cui è stato unico artefice e protagonista,nell'implorareclemenza e misericordia per le deficienze e i personali limiti che certamente hanno condizionato il migliore esercizio di una efficiente e funzionale guida del popolo di Dio affidato alle mie responsabilità pastorali.
Un cammino lungo e faticoso,iniziato nel 1984 all'indomani dello sciame sismico in Irpinia del 1980,e affrontato con intenso e generoso slancio per il superamento delle conseguenze del terremoto e garantire staticità e sicurezza alla struttura ecclesiale,per l'attuazione della riforma liturgica nell'assetto strutturale e presbiterale, per la costruzione di una giovane comunità,viva e dinamica!
Un percorso accidentato ma entusiasmante, ricco di difficoltà e di grandi emozioni,per nulla statico ma in continuo attivismo culturale e formativo,vulcanico per creatività, proposte innovative e gioiosa animazione, relazionale e operativa.
Doverosa testimonianza storica di una esperienza ecclesiale e pastorale di cui resterà traccia nell'albo della storia locale, sarà la pubblicazione che verrà presentata alla Città di Frattamaggiore e alle Comunità ecclesiali in occasione della Settimana dell'educazione e della festa dell'educatore che celebreremo dal 28 gennaio al 4 febbraio p.v. per la ricorrenza del grande santo educatore DON BOSCO. 
Sulla programmazione sarà nostra cura aggiornarvi con tempestività per condividere gli aspetti storici,culturali ed ecclesiali!
Intanto,oggi vi invito a unirvi a me nel dire grazie al Signore per i doni ricevuti e investiti,e di accompagnarmi con la preghiera perché il mio impegno di sacerdote nella missione pastorale perseveri gioioso nella fedeltà e nella generosità fino alla fine!
Buon inizio di settimana!


Giovedì 27 dicembre 2018
Carissimi, capita spesso di registrare nella quotidianità un fenomeno che genera non poche inquietudini e turbamenti sul piano sociale e nelle relazioni umane rappresentato dalla tendenza a diffondere rapidamente il male in tutte le sue varie manifestazioni con una velocità sorprendente e con ritmo frenetico!
Un tipo di cultura che andrebbe invertita per recuperare quel senso di responsabilità e di controllo di sé stessi che risponde ad una virtù cardine della vita personale e sociale che è la prudenza, purtroppo poco conosciuta e poco praticata!
Pertanto,dovrebbe maggiormente interessare e stare a cuore di tutti il bene da fare, da potenziare, da diffondere!
In questa luce voglio rendervi partecipi di ciò che è una esperienza di bene e fa bene conoscere, per essere contagiati e di più incoraggiati a fare altrettanto!
Sono particolarmente vive nei nostri occhi e nel cuore della comunità le immagini dell'esperienza natalizia comunitaria di condivisione multiculturale e interconfessionale vissuta in parrocchia all'insegna dell'amore evangelico!
La nostra chiesa parrocchiale trasformata in refettorio ha accolto un centinaio circa di fratelli della nostra terra o provenienti da vari paesi europei ed extra!
È stato bello ed emozionante vedere convivere da commensali nostri concittadini in stato di difficoltà sociale con fratelli polacchi, ucraini, rumeni,indiani,arabi : una ensemble di umanità e di fraternità!
La giornata ha avuto inizio con l'accoglienza nel centro pastorale seguita dalla visita al nostro presepe parrocchiale che nel contesto
della universalità della salvezza portata dalla nascita di Cristo, ha richiamato l'esigenza di ogni attenzione ai poveri sociali ed esistenziali in mezzo a noi e alle tante vittime delle violenze verso le quali occorre esprimere più solidarietà e amore!
Una breve preghiera comunitaria ha coinvolti tutti nella recita del Padre nostro che è Padre di tutti!
Lodevole lo staff dei volontari che ha curato con diligenza ed entusiasmo l'accoglienza, l'assistenza, il servizio,l'animazione musicale!
Un grazie di cuore alla sensibilità dei silenziosi "patrocinatori" che tra l'altro hanno garantito un menù rispettoso anche delle diete religiose!
La ricca documentazione fotografica ha immortalato la gioia e l'entusiasmo che brillavano sul volto di tutti i commensali per il calore umano e fraterno che ha regnato nel contesto conviviale!
È stato questo il nostro vero Natale e auguriamo di viverlo anche voi,in casa vostra!
Auguri luminosi di fraterna convivenza con tutti e di serene feste ricche di Amore!





Martedi 18 dicembre 2018
Carissimi, appena svegli subito lode a Dio e pronti allo sprint conclusivo della nostra preparazione spirituale per un incontro di gioia e di speranza con il Signore che viene!
L'appuntamento catechetico di questa settimana per l'approfondimento della Parola di Dio e per vivificare l'impegno comune a realizzare una Chiesa a porte aperte avrà luogo stasera per consentire mercoledi il Concerto natalizio nella nostra parrocchia promosso dal Comune e offerto dagli alunni dell'orchestra strumentale della "Massimo Stanzione"!
Intanto, durante il cammino dell'Avvento abbiamo incontrato figure che hanno avuto un ruolo ed hanno svolto una missione di particolare rilevanza nella realizzazione del piano divino della salvezza!
Il modello per eccellenza a cui abbiamo guardato e che ci siamo sforzati di conoscere e imitare è stato Maria Immacolata,Colei che Dio ha scelto per donare all'umanità il Messia, la piena di grazia, la concepita senza peccato!
Poi,per richiamare la nostra attenzione e sollecitare il nostro coinvolgimento siamo state incalzati dalla figura austera di Giovanni Battista che,con uno stile semplice ma determinato,scuote la nostra pigrizia e indifferenza e suscita nelle folle e in tutti noi un conveniente e reale cambiamento del cuore indicandoci il lavoro interiore che ogni uomo di buona volontà è tenuto a compiere!
Ora, è la volta di Giuseppe l'uomo giusto di cui Dio si compiace e che si rivela come l'uomo dei sogni e dell'obbedienza!
Quando Dio svela a Giuseppe la sua volontà nel sonno notturno,vengono fugati ogni dubbio e ogni turbamento che scaturiva dalla situazione non semplice ma certamente imbarazzante,Giuseppe rivede i suoi progetti e rasserena il suo cuore con l'obbedienza alla volontà di Dio!
Di fronte al piano di Dio,Maria risponde "Eccomi", Giuseppe, invece, risponde con l'obbedienza!
Eppure, quante volte anche noi ci troviamo in situazioni simili!
Ricordiamoci che le nostre vie non sono le vie di Dio e i nostri progetti non collimano con quelli di Dio!
Con questi insegnamenti non ci resta che abbandonarci nelle mani di Dio e lasciarci portare dove vuole e dispone Lui!
Solo con la nostra obbedienza la sua parola e alla sua volontà faremo parte anche noi della schiera dei giusti di cui Dio si compiace!
A stasera,nel nostro Centro Pastorale,alle ore 18!
Buona giornata!



Sabato 8 dicembre 2018
O MARIA,QUANTO SEI BELLA! SEI LA GIOIA E SEI L'AMORE! HAI RAPITO QUESTO CUORE NOTTE E GIORNO,IO PENSO A TE!
Carissimi, così cantiamo noi ma così canta incessantemente la Chiesa e con esultanza loda Maria,la tutta bella!
"Rallegrati,piena di grazia,il Signore è con te. Benedetta tu fra le donne!"
Dio per singolare privilegio ha preservato Maria "da ogni macchia di peccato ".
Questo privilegio di Maria è una verità di fede. A questa scuola e da questo sublime modello dobbiamo imparare a vivere in unione con Dio,abbandonandoci a Lui con fiduciosa speranza e con il quotidiano compimento della sua volontà.
Oggi senza ulteriori riflessioni ci limitiamo a onorare Maria Immacolata,madre di Dio e madre nostra, e a contemplarla "tutta bella" e ricca di grazia,unendoci a Papa Francesco in preghiera!
O Madre nostra Immacolata,guardando te riconosciamo la vittoria della divina Misericordia sul peccato e su tutte le sue conseguenze,e si riaccende in noi la speranza di una vita migliore,libera da schiavitù, rancori e paure!
O Maria,per tua intercessione,il tuo Figlio Gesù ci conceda di raggiungere la felicità del cielo nella gioia,con la consapevolezza di una vita vissuta dignitosamente e con la totale disponibilità al disegno divino di salvezza!
Madre nostra,fiducia nostra!
Amen.


Venerdì 7 dicembre 2018
Carissimi, lodiamo il Signore nostro Dio per questo nuovo giorno che salutiamo come primo venerdì del mese in onore del S. Cuore di Gesù e come vigilia della solennità dell'Immacolata Concezione che ci fa pregustare la gioia della festività mariana e il profumo di grazia che promana da Maria, modello sublime di virtù,e che stiamo contemplando in questo itinerario di preparazione all'incontro con l'Emmanuele,il Dio con noi!
Il fascino di Maria ci spinge a ricorrere a Lei che lo ha concepito, lo ha portato nel suo seno, lo ha nutrito con il suo latte, lo ha baciato con le sue labbra materne per cui la nostra fiduciosa preghiera diventa abbandono fra le sue braccia!
Perciò,con forte intensità la supplichiamo:
O Maria,non lasciarci in balia di noi stessi in mezzo alle bufere esistenziali di questo nostro mondo!
Ci rendiamo conto di essere fortemente lesionati e pieni di ferite,tanto fragili e piegati!
Ascolta perciò la nostra preghiera di poveri infelici e soccorrici perché solo tu puoi guarirci!
Sono tante le insidie che ci minacciano da ogni parte e noi,da soli,con le nostre forze non resistiamo al tentatore diabolico,così subdolo e aggressivo!
Aiutaci a debellarlo come hai fatto Tu,facendo morire quel serpente che si nasconde dentro di noi!
Da peccatori che siamo vogliamo essere salvati pur riconoscendo che la nostra condotta di vita ci è di ostacolo e non ci aiuta!
Concedici l'umiltà del cuore e sentimenti di pentimento ma tu non ci abbandonare perché da soli non ce la facciamo!
Vergine Madre ,accetta le nostre suppliche e intercedi presso il Figlio tuo perché siamo liberati dai rischi e pericoli che ostacolano la nostra salvezza!
O Maria Immacolata in Te speriamo!
Amen.

Mercoledì 5 dicembre p.v. tutti ad Aversa in Cattedrale per vivere il GIUBILEO LAURETANO e guadagnare l'INDULGENZA PLENARIA.
LA parrocchia dell'Assunta ha promosso e organizzato il pullman che partirà dalla sede parrocchiale in Via Vergara alle ore 15,30.






lunedì 29 gennaio 2018

La vivissima luce dell’educazione giovanile nel sogno di Don Bosco

La luce vivissima era quella vista da Don Bosco nel Sogno dei Dieci Diamanti, e di cui era circonfusa la figura del giovanetto che nel sogno esortava il Santo e i suoi confratelli a bene operare per l’educazione dei giovani.
L’esortazione del sogno era anche l’impegno reale che i Salesiani praticavano, e ancora praticano, nel campo educativo e con l’ispirazione al metodo pedagogico formulato dopo la metà dell’800 dal loro fondatore: Il Sistema preventivo nell’educazione della gioventù.
Nella visione del sogno i “Dieci Diamanti” di cui era rivestita la splendida veste del ‘Maestro’ apparso ai Salesiani erano le 3 virtù teologiche (Fede Speranza Carità), i 3 consigli evangelici (Povertà Obbedienza Castità) e 4 orientamenti comportamentali (Lavoro Temperanza Premio Digiuno).
Oggi, ma si può intendere come da molti anni per la caratterizzazione originaria e pastorale dell’Oratorio Don Bosco fondato dal Parroco don Angelo Crispino, questa vivissima luce diviene il motivo ispirativo della Settimana dell’Educazione e Festa degli Educatori che la Parrocchia Maria SS. Assunta realizza dal 29 gennaio al 4 febbraio 2018 in onore di San Giovanni Bosco.
Nella comunicazione introduttiva della Settimana di quest’anno che il Parroco don Angelo ha divulgato attraverso l’informazione parrocchiale, i media e i portali in rete, si legge:

La nostra Comunità parrocchiale e gli educatori tutti, pur nella varietà delle specifiche missioni e responsabilità, sono invitati a riflettere sulla testimonianza di DON BOSCO, grande Maestro ed Educatore dei giovani, e far tesoro del suo messaggio specialmente in un periodo storico di profonda crisi educativa dell’universo giovanile.


Proponiamo alla riflessione i testi ricavati dalle fonti salesiane riguardanti il metodo pedagogico di Don Bosco e la narrazione del suo Sogno dei Dieci Diamanti.

IL SISTEMA PREVENTIVO NELLA EDUCAZIONE DELLA GIOVENTÙ

Più volte fui richiesto di esprimere verbalmente o per iscritto alcuni pensieri intorno al così detto sistema preventivo che si suole usare nelle nostre case. Per mancanza di tempo non ho potuto finora appagare questo desiderio, e presentemente ne do qui un cenno, che spero sia come l'indice di quanto ho in animo di pubblicare in una operetta appositamente preparata, se Dio mi darà tanto di vita da poterlo effettuare, e ciò unicamente per giovare alla difficile arte della giovanile educazione. Dirò adunque: in che cosa consista il Sistema Preventivo, e perché debbasi preferire: sua pratica applicazione, e suoi vantaggi.
I n che cosa consiste il Sistema Preventivo e perché debbasi preferire.
Due sono i sistemi in ogni tempo usati nella educazione della gioventù: Preventivo e Repressivo. Il sistema Repressivo consiste nel far conoscere la legge ai sudditi, poscia sorvegliare per conoscerne i trasgressori ed infliggere, ove è d'uopo, il meritato castigo. In questo sistema le parole e l'aspetto del Superiore debbono sempre essere severe, e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve evitare ogni famigliarità coi dipendenti. Il Direttore per accrescere valore alla sua autorità dovrà trovarsi di rado
tra i suoi soggetti e per lo più quando si tratta di punire o di minacciare. Questo sistema è facile, meno faticoso e giova specialmente nella milizia e in generale tra le persone adulte ed assennate, che devono da se stesse essere in grado di sapere e ricordare ciò ohe è conforme alle leggi e alle prescrizioni.
Diverso, e direi, opposto è il sistema Preventivo. Esso consiste nel far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un istituto e poi sorvegliare in guisa, che gli allievi abbiano sempre sopra di loro l'occhio vigile del Direttore o degli assistenti, che come padri amorosi parlino, servano di guida ad ogni evenienza, diano consigli ed amorevolmente correggano, che è quanto dire: mettere gli allievi nella impossibilità di commettere mancanze [...]
Il sistema Preventivo rende affezionato l'allievo in modo che l'educatore potrà tuttora parlare col linguaggio del cuore sia in tempo dell'educazione, sia dopo di essa. L'educatore, guadagnato il cuore del suo protetto, potrà esercitare sopra di lui un grande impero, avvisarlo, consigliarlo ed anche correggerlo allora che si troverà negli impieghi, negli uffizi civili e nel commercio. Per queste e molte altre ragioni pare che il sistema Preventivo debba preferirsi al Repressivo.
(Fonte: Inaugurazione del Patronato di S. Pietro in Nizza a Mare. Scopo del medesimo esposto dal Sacerdote Giovanni Bosco con appendice sul sistema preventivo nella educazione della gioventù. San Pier d'Arena-Torino-Nizza Marittima, Tipografia e Libreria Salesiana 1877)

IL SOGNO DEI DIECI DIAMANTI

Ad ammaestramento della Pia Società Salesiana
Il 10 settembre anno corrente (1881), giorno che la Santa Chiesa consacra al glorioso nome di Maria, i Salesiani, raccolti in San Benigno Canavese, facevano gli Esercizi Spirituali.
«Nella notte dal 10 all’11, mentre dormivo, la mente si trovò in una gran sala splen didamente ornata. Mi sembrava di passeggiare con i direttori delle nostre case, quando apparve tra noi un uomo di aspetto così maestoso, che non potevamo reggerne la vista. Datoci uno sguardo senza parlare, si pose a camminare a qual che passo da noi. Egli era così vestito: un ricco manto a guisa di mantello gli copriva la persona. La parte più vicina al collo era come una fascia che si rannodava davanti, e una fettuccia gli pendeva sul petto. Sulla fascia stava scritto a caratteri luminosi: LA PIA SOCIETÀ DI SAN FRANCESCO DI SALES NELL’ANNO 1881, e sulla striscia di essa fascia portava scritte queste parole: QUALE DEVE ESSERE.
Dieci diamanti di grossezza e splendore strao rdinari erano quelli che c’impedivano di fermare lo sguardo, se non con gran pena, su quell’augusto Personaggio. Tre di quei diamanti erano sul petto, ed era scritto sopra di uno FEDE, sull’altro SPERANZA e CARITÀ su quello che stava sul cuore. Il quarto diamante era sulla spalla destra e aveva scritto LAVORO, sopra il quinto nella spalla sinistra si leggeva TEMPERANZA. Gli altri cinque diamanti ornavano la parte posteriore del manto, ed erano così disposti: uno più grosso e più folgoreggiante stava in mezzo come al centro di un quadrilatero, e portava scritto OBBEDIENZA. Sul primo a de stra si leggeva VOTO DI POVERTA'. Sul secondo, più in basso, PREMIO. Nella sinistra sul più elevato era scritto: VOTO DI CASTITA'. Lo splendore di questo mandava una luce tutta speciale, e mirandolo traeva e attraeva lo sguardo come la calamita attrae il ferro. Sul secondo a sinistra, più in basso, stava scritto: DIGIUNO. Tutti questi quattro ripiegavano i loro raggi verso il diamante del centro. Questi brillanti tramandavano dei raggi che a guisa d i fiammelle si alzavano e portavano scritte qua e là varie sentenze.
Sulla Fede si elevavano le parole: “Imbracciate lo scudo della Fede per vincere le insidie del demonio”. Un altro raggio aveva: “La fede senza le opere è morta. Non chi ascolta, ma chi pratica la legge possederà il regno di Dio”. Sui raggi della Speranza: “Sperate nel Signore, non negli uomini. I vostri cuori siano sempre fissi dove sono le vere gioie”. Sui raggi della Carità: “Portate gli uni i pesi degli altri, se volete compiere la mia legge. Amate e sarete amati, ma amate le anime vostre e le anime altrui. Recitate devotamente il Divino Ufficio; celebrate la Santa Messa con attenzione; visitate con grande amore il Santo dei Santi”.
Sulla parola Lavoro: “Rimedio alla concupiscenza, arma potentissima contro tutte le tentazioni del demonio”. Sulla Temperanza: “Il fuoco si spegne se si toglie la legna. Fate un patto con i vostri occhi, con la gola e col sonno, affinché questi nemici non vi rubino le vostre anime. Intemperanza e castità non possono abitare insieme”.
Sui raggi dell’Obbedienza: “È il fondamento di tutto l’edificio e il compendio della santità”. Sui raggi della Povertà: “Il Regno dei Cieli è dei poveri. Le ricchezze sono spine. La povertà non si
vive a parole, ma si pratica con l’amore e con i fatti. Essa aprirà le porte del Cielo e vi entrerà”. Sui raggi della Castità: “Tutte le virtù vengono insieme con essa. I mondi di cuore penetrano i segreti di Dio e vedono Dio stesso”.
Sui raggi del Premio: “Se vi lusinga la grandezza del premio, non vi spaventino le fatiche della conquista. Chi patisce con me, godrà con me. Sono momentanei patimenti di questa vita; è eterna la felicità che godranno i miei amici in Cielo”. Sui raggi del Digiuno: “È l’arma più potente c ontro le insidie del demonio. E il custode di tutte le virtù. Col digiuno si scaccia ogni genere di demoni”. Un largo nastro a color di rosa serviva di orlo nella parte inferiore del manto, e sopra questo nastro era scritto: “Questo sia l’argomento delle vostre esortazioni del mattino, del mezzogiorno e della sera. Raccogliete le briciole delle virtù e vi costruirete un grande edificio di santità. Guai a voi che disprezzate le cose piccole: a poco a poco cadrete”.
Fino allora i direttori erano chi in piedi, chi in ginocchio, ma tutti attoniti e nessuno parlava. A questo punto Don Rua, come fuori di sé, disse: — Bisogna prendere nota per non dimenticare.
Cerca una penna e non la trova; cava fuori il po rtafoglio, fruga e non ha la matita. — Io mi ricorderò — disse Don Durando. — Io voglio notare — aggiunse Don Fagnano —, e si pose a scrivere con un gambo di rosa. Tutti miravano e comprendevano la scrittura. Quando Don Fagnano cessò di scrivere, Don Costamagna continuò a dettare così: — La carità capisce tutto, sopporta tu tto, vince tutto: pratichiamola con la parola e con i fatti. Mentre Don Fagnano scriveva, scomparve la luce, e tutti ci trovammo in folte tenebre. — Silenzio — disse Don Ghivarello — inginocchiamoci, preghiamo e la luce verrà. Don Lasagna cominciò il Veni Creator, poi il De profundis e Maria Auxilium Christianorum, a cui tutti rispondemmo. Quando fu detto Ora pro nobis, riapparve una luce che circondava un cartello su cui si leggeva: LA PIA SOCIETA SALESIANA QUA LE CORRE PERICOLO DI ESSERE NELL’ANNO 1900.
Un istante dopo la luce divenne più viva a segno che potevamo vederci e conoscerci a vicenda.
In mezzo a quel bagliore apparve di nuovo il Personaggio di prima, ma con aspetto malinconico, simile a colui che comincia a piangere. Il suo manto era divenuto scolorato, tarlato e sdrucito. Nel sito dove stavano fissi i diamanti vi era invece un profondo guasto, cagionato dal tarlo e da altri piccoli insetti. — Guardate — egli ci disse — e intendete.
Ho veduto che i dieci diamanti erano diven uti altrettanti tarli che rabbiosi rodevano il manto.
Pertanto al diamante della Fede erano sottentrati: sonno e accidia. Alla Speranza: risate e scurrilità. Alla Carità: negligenza nel compi ere i divini Uffici. Amano e cercano i propri comodi e non gli interessi di Gesù Cristo. Alla Temperanza: golosi tà e piaceri sensuali. Al Lavoro: il sonno, il furto e l’ozio. Al posto dell’Ubbidienza non vi era altro che un guasto largo e profondo senza scritta. Alla Castità: concupiscenza e vita mondana. Alla Povertà era succeduto: dormire, vestire bene, mangiare e bere, denaro a disposizione. Al Premio: “Ci basta godere la vita presente”. Al Digiuno: Vi era un guasto, ma niente di scritto.
A quella vista fummo tutti spaventati. Don Lasagna cadde svenuto, Don Cagliero divenne pallido come una camicia e, appoggiandosi sopra una sedia, gridò: — Possibile che le cose siano già a questo punto? Don Lazzero e Don Guidazio stavano come fuori di sé e si porsero la mano per non cadere. Don Francesia, il Conte Cays, Don Barberis e Don Leveratto erano quivi ginocchioni pregando con in mano la corona del S. Rosario. In quel momento si fece intendere una voce cupa: — Come è svanito quello splendido colore!
Ma nell’oscurità successe un fenomeno singolare. In un istante ci trovammo avvolti in folte ten ebre, nel cui mezzo apparve tosto una luce vivissima, che aveva forma di corpo umano. Non potevamo tenerci sopra lo sguardo, ma potevamo scorgere che era un avvenente giovanetto, vestito di abito bianco lavorato con fili d’oro e d’argento. Tutto attorno all’abito vi era un orlo di luminosissimi diamanti. Con aspetto maestoso, ma dolce e amabile, si avanzò verso di noi, e ci indirizzò queste parole testuali: — Servi e strumenti di Dio onnipotente, ascoltate e intendete. Siate forti e robusti. Quanto avete veduto e udito è un avviso del Cielo, inviato ora a voi e ai vostri fratelli. Fate attenzione e intendete bene quello che vi si dice. I colpi previsti feriscono di meno e si possono prevenire. Le parole indicate siano tanti argomenti di predicazione. Predicate incessantemente a tempo e fuori tempo. Ma le cose che predicate fatele sempre, sicché le vostre opere siano come una luce che, sotto forma di sicura tradizione, s’irradii sui vostri fratelli e figli di generazione in generazione. Ascoltate bene e intendete. Siate oculati nell’accettare i novizi, forti nel coltivarli, prudenti nell’ammetterli. Provateli tutti, ma tenete sol tanto il buono. Mandate via i leggeri e volubili. Ascoltate bene e intendete. La meditazione del mattino e della sera sia sull’osservanza regolare. Se ciò farete, non vi verrà meno giammai l’aiuto dell’Onnipotente. Diverrete spettacolo al mondo e agli angeli e allora la vostra gloria sarà gloria di Dio. Chi vedrà la fine di questo secolo e il principio dell’altro dirà di voi: “Dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”. Allora tutti i fratelli e figli vostri canteranno: “Non a noi, Signore, non a noi, ma a tuo nome dà gloria”. Queste ultime parole furono cantate, e alla voce di chi parlava si unì una moltitudine di altre voci così armoniose e sonore, che noi rimanemmo privi di sensi e, per non cadere svenuti, ci siamo uniti agli altri a cantare. Al momento che finì il canto, si oscurò la luce. Allora mi svegliai e mi accorsi che si faceva giorno».
Promemoria
«Questo sogno durò quasi l’intera notte, e sul mattino mi trovai stremato di forze. Tuttavia per
timore di dimenticarmene, mi sono levato in fretta e ho preso alcuni appunti che mi servirono come di richiamo per ricordare quanto qui ho esposto nel giorno della Presentazione di Maria SS. al Tempio. Non mi fu possibile ricordare tutto. Tra le altre cose ho potuto con sicurezza rilevare che il Signore ci usa grande misericordia. La nostra Società è benedetta dal Cielo, ma Egli vuole che prestiamo l’opera nostra. I mali minacciati saranno prevenuti se noi predicheremo sopra le virtù e sopra i vizi ivi notati; se ciò che predichiamo lo tramanderemo ai nostri fratelli con una tradizione pratica di quanto si è fatto e faremo. Ho potuto anche rilevare ch e ci sono imminenti molte spine, mol te fatiche, cui terranno dietro molte consolazioni. Circa il 1890 gran timore, circa il 1895 gran trionfo. Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis» .
Il biografo Don Cena commenta: «La portata del sogno non ha limiti di tempo. Don Bosco diede l’allarme per un momento speciale che doveva seguire alla sua morte; ma il “Quale deve essere la Congregazione” e il “Quale è in pericolo di essere” con tengono un ammonimento che non perderà mai nulla del suo va lore, sicché sarà sempre vera la dichiarazione fatta da Don Bosco ai Superiori: “I mali minacciati saranno prevenuti, se noi predicheremo sul le virtù e i vizi ivi notati”»

(Fonti: http://www.sdb.org)