domenica 3 luglio 2016

Anno Pastorale 2015-2016 – Le attività di Quaresima e Pasqua

In cammino verso l'incontro con il Signore risorto, nelle ispirazioni suscitate dal Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco. E' questo il senso del percorso di preparazione alla Pasqua che la Comunità parrocchiale ha vissuto durante la Quaresima. Le celebrazioni liturgiche del tempo, dalle Ceneri alla Domenica delle Palme, sono state contornate di esperienze di Preghiera e di Catechesi, di ascolto della Parola e di pratica della Carità e della Misericordia, secondo la tradizione parrocchiale e con orientamenti innovativi.
La cadenza e la programmazione delle iniziative pastorali sono state illustrate con una comunicazione particolareggiata affissa alla bacheca parrocchiale e divulgata con riflessioni, commenti ed approfondimenti, sui gruppi e sui profili, a partire da quello personale del Parroco mons. Angelo, legati alla Parrocchia e operanti con i social nella rete informatica.


Per il blog recupero una sintesi delle riflessioni e degli eventi più significativi, sempre disponibili sulla rete grazie alla comunicazione pastorale quotidiana del Parroco e all'impegno di Onorato Jommelli che gestisce il profilo della Parrocchia su FB.

Una riflessione quaresimale del Parroco
Lunedi 22 febbraio 2016
Carissimi,con l’aiuto di Dio diamo inizio ad una nuova settimana di questo tempo quaresimale!La sosta festiva domenicale ci ha deliziato con la contemplazione di Gesù trasfigurato che si manifesta a “chi lo cerca con cuore sincero”!Siamo stati affascinati anche noi dal desiderio intenso di incontrare quel volto splendente che,però, rappresenta la meta finale del nostro cammino quaresimale! Perché ciò avvenga dobbiamo accogliere l’indicazione del Padre che dalla nube luminosa ci esorta ad ascoltare e seguire suo figlio Gesù,l’amato! Il cammino di Cristo incoraggia tanto il nostro cammino,segnato purtroppo da svariate difficoltà e prove,da esperienze di buio e di dubbio,da avventure di lontananza e di peccato!Proprio chi lo ascolta e lo accoglie riesce a sperimentare come la trasfigurazione non appartiene ad un futuro incerto ma può cominciare nella nostra vita da subito già qui! ”Ascoltatelo” è l’imperativo che ha la forza di una consegna definitiva ai discepoli di allora ma anche a tutti noi e a quelli di tutti i tempi!

Allora, senza indugio occorre seguire le direttive di Gesù :“Convertitevi e credete al Vangelo!”Egli ci ha sollecitati sin dall’inizio di questa quaresima ad una vera conversione di vita facendo spazio e mettendo ordine nel nostro cuore!E’ quel lavoro spirituale di estirpazione dei nostri vizi contratti nel tempo che faticosamente ma con determinazione ci stiamo sforzando di portare a compimento!La sfida continua senza soste perché si continuino a combattere i mali maggiori che sono nell’uomo e tra questi,dopo la superbia che si combatte con l’umiltà, certamente è pericoloso e diffuso quello dell’avarizia!Quando il cuore umano è dominato da questo amore disordinato dei beni terreni ad altro non pensa e non mira se non alla ricchezza, diventa schiavo del denaro sino ad adorarlo come dio!

[…] Su questo terreno Gesù ci ha dato l’esempio del più completo distacco dai beni terreni!Egli ha amato i poveri cioè i distaccati dalle ricchezze, fino a chiamarli beati assicurando loro il regno dei cieli!Ai ricchi,invece, rivolge parole terribili ricordando che chi è molto legato ai beni,difficilmente potrà salvare l’anima sua!Come si combatte l’avarizia e l’ingordigia dei beni ?La medicina è la liberalità cioè nell’avere il cuore staccato dalla ricchezza e nel beneficare gli altri!”Non vi affaticate per guadagnare tesori sulla terra ma procuratevi tesori in cielo!”La carità cristiana e le opere di misericordia corporale sono la strada giusta per scontare i peccati e arricchirsi di tesori in cielo!

Incontri di catechesi quaresimale
Gli incontri si sono tenuti i mercoledì di quaresima su tematiche teologiche e pastorali connesse con la Misericordia: Il significato religioso, il pensiero dei Padri della Chiesa, la preghiera dei Salmi, il Sacramento della Misericordia, la Spiritualità carismatica.
Per la Giornata di spiritualità vissuta con l'incontro del 16 Marzo 2016 è stato pubblicato in rete questo messaggio:

La comunità Parrocchiale M. SS. Assunta promuove e rivive una intensa giornata di spiritualità quaresimale animata da P. MICHELE VASSALLO del Rinnovamento Carismatico Servi di Cristo Vivo, perchè rinnovi la nostra vita nella carità, vivifichi la nostra testimonianza di fede e di Amore, conforti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e consoli tutti con le meraviglie del Signore.

La Settimana Santa
Il Manifesto con il calendario delle celebrazioni e delle attività della Settimana Santa ha ricevuto un'ampia diffusione in Parrocchia ed è stato comunicato in brochure consegnate a mano e digitalizzate per la pubblicazione sui diversi profili dei social connessi con le attività parrocchiali. Le liturgie e le funzioni, dalla Domenica delle Palme alla celebrazione del Triduo Pasquale, sono state descritte nel dettaglio ed organizzate, anche in riferimento al contesto diocesano e foraniale, per essere vissute nel clima della preghiera e della partecipazione intensa della comunità parrocchiale ai sacri misteri della Passione, della Morte e della Risurrezione del Signore.


Mons. Angelo non ha fatto mancare l'ausilio delle sue riflessioni riproposte anche sulla rete per guidare la comunità alla fedele comprensione del mistero pasquale. Una particolare e coinvolgente attenzione egli l'ha dedicato alla simbologia adornante l'Altare della Reposizione, e ai significati della Coena Domini e della istituzione della Eucaristia. E non ha fatto mancare, nello stile delle riflessioni contenute nel suo libro “Incontri d'Amore”, la meditazione scritta per il Giovedì Santo e pubblicata sul suo profilo FB. La leggiamo di seguito.

Giovedi 24 marzo 2016
Carissimi,un saluto commosso e grato che in preghiera rivolgo al nostro Dio e che intendo partecipare a tutti voi per esortarvi a condividere la lode e la gratitudine al Signore!E’ Giovedi Santo,il primo del triduo sacro che ci fa rivivere gli eventi del mistero pasquale di Gesù Cristo meditando l’immenso Amore di Dio e della sua Misericordia!Una liturgia ricca di appuntamenti e di momenti particolarmente intensi sul piano spirituale!Questo inizio sarà inaugurato nella mattinata con tutto il presbiterio diocesano intorno al Vescovo nella cattedrale per ricordare la nascita del Sacerdozio,il rinnovo degli impegni sacerdotali della ordinazione come fedeli ministri di Cristo,sommo ed eterno sacerdote!Nella stessa liturgia saranno benedetti gli olii santi del crisma per l’amministrazione dei battesimi,delle cresime e delle ordinazioni sacerdotali ed episcopali,dei catecumeni per i battesimi e degli infermi per i malati che verranno intronizzati nelle comunità parrocchiali per le esigenze sacramentali e pastorali!Il momento forte del Giovedi santo è vissuto nella celebrazione vespertina della Coena Domini per vivificare il grande dono che Gesù fa di se stesso all’umanità con l’istituzione dell’Eucarestia,sacramento della sua presenza reale in mezzo a noi!Gesù,come un vero genio immortala se stesso!Infatti,con il pane e il vino, trova il modo mirabile,prima del tradimento e della sua cattura,per continuare a stare con noi,compagno indivisibile del nostro cammino terreno e li consegna ai suoi apostoli perché ne perpetuassero il ricordo!”Fate questo in memoria di me!”E’ Gesù in persona il primo grande Sacerdote,è Lui che celebra la prima Messa,è sempre Lui che dà il mandato di fare altrettanto a quelli che ha prescelto,è ancora Lui che fa la prima comunione ai suoi!Un grande onore conferisce a chi è investito dell’autorevolezza di rappresentarlo ma con la sua testimonianza ne delinea la qualità e il valore! Essere sacerdoti ed essere sua chiesa non è potere ma è servizio! Una identità che non può e non deve essere snaturata da logiche umane e troppo terrene! Un servizio è servizio, è donazione,è disponibilità verso gli altri e non servirsi degli altri,considerarli sgabello dei propri piedi,utilizzarli in funzione di se stessi!Il primo gesto di servizio di Gesù con cui per amore decide di annientarsi è la lavanda dei piedi! Un gesto a prima vista incomprensibile agli stessi apostoli e che ancora oggi interpella tutta la chiesa e che Papa Francesco riesuma con coraggio e profonda convinzione sollecitando tutti noi a fare altrettanto,non per esibizionismo o per folklore ma prendendo coscienza che siamo tutti servitori della causa di Cristo e dei fratelli specialmente quelli in difficoltà!La lavanda dei piedi è un messaggio per tutti per comprendere che cosa significa amare!Un gesto privo di presunzione,di alterigia, di superiorità ma pregno di umiltà e di amore!Non per un momento,non per recitare a soggetto, ma come abito ordinario!”Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri!”E’ una lezione che dal cenacolo viene impartita perché si accendano sempre più luci di carità e di speranza in questo nostro mondo così corrotto,violento ed egoista!Non lo strapotere,non l’arroganza,non il comandare salva il mondo! Solo l’amore vince il male,manifesta il volto di Dio,fa sentire il fascino di Cristo,ci fa innamorare di Papa Francesco! Così sia per tutta la Chiesa e per tutti i Sacerdoti!Permettetemi oggi di chiedervi di pregare per il Papa,testimone infaticabile dell’Amore di Cristo,per tutti i Sacerdoti per una più coerente e generosa fedeltà a Cristo e alla Chiesa,e anche per me perché perseveri fino all’ultimo con generosa dedizione nella missione sacerdotale a servizio di quanti ho incontrato e incontrerò nel mio cammino!Non dimenticate nelle vostre preghiere i martiri del Vangelo,i tanti cristiani assassinati nel mondo ai quali è dedicata questa giornata di preghiera e di digiuno,tutti i sacerdoti della Chiesa del silenzio che soffrono persecuzioni e odio!Offriamo al Signore questo tempo supplementare di riflessione!



A completamento del post riporto la riflessione pubblicata dal Parroco riguardante il mistero della Pasqua di Risurrezione e contenente la sua esortazione alla Comunità Parrocchiale perchè viva tale mistero nella fede e nell'incontro con il Signore Risorto.


Lunedi dell’Angelo 28 marzo 2016
Carissimi,salutiamo gioiosamente insieme questo lunedì dopo Pasqua,riflesso luminoso e splendente del prodigioso evento della Resurrezione di Cristo!E’ il primo giorno dell’Ottava di Pasqua che ci fa respirare e meditare il clima stupendo della vittoria di Cristo durante tutta la settimana e dalla liturgia questo intero periodo chiamato Ottava cioè otto giorni , è considerato un unico giorno per aiutarci ad entrare nel mistero celebrato e perché la sua grazia si imprima nel cuore dell’uomo e nella vita di tutti!Questo giorno è la festa dell’Angelo anche se più comunemente è chiamato ”Pasquetta”,perché nella tradizione è un giorno dedicato all’ evasione,alle gite in campagna o ai luoghi balneari,al pic-nic in luoghi ameni, o a soggiorni fuori sede!Per serietà di argomento non rifletteremo su questo tipo di esperienza che pure merita un invito a viverlo sobriamente e con intelligenza!Il termine,comunque,non piaceva a Papa Giovanni XXIII e, con molta franchezza, neppure a me! Ha un sapore più di consumismo che di religiosità! A noi cristiani interessa, invece,la tradizione molto bella che si rifà alle fonti bibliche! Infatti,i testi sacri sulla Resurrezione ci ricordano che quando le donne vanno al sepolcro lo trovano aperto e la grande pietra che lo chiudeva era rotolata!Sono assalite dalla incredulità e dallo spavento ma subito sono rincuorate da un Angelo in veste bianca che le rassicura:”Non abbiate paura!Voi cercate Gesù Nazareno,il Crocifisso! E’ risorto,non è qui!”Vi precede in Galilea e là lo vedrete, come vi ha detto”.Piene di spavento e di stupore le donne scapparono e si recarono a riferirlo agli apostoli!La notizia genera nell’animo dei discepoli gioia e stupore!Questo stesso annuncio giunge a noi e noi siamo chiamati a portarla agli altri e in ogni ambiente!La lieta notizia della Resurrezione di Gesù dobbiamo darla con la testimonianza di vita più che con le parole!Infatti,lo stupore gioioso deve manifestarsi sul nostro volto,nei pensieri,nei nostri sentimenti e atteggiamenti,nei gesti e nei modi con cui trattiamo gli altri!Il nostro impegno quotidiano deve spingerci a essere noi stessi strumenti della grazia di Dio e operatori di quella bella misericordia di Dio che ci cambia la vita e ci fa estendere agli altri la sua azione benefica!Diventiamo annunciatori della Pasqua di Cristo e testimoni della sua Resurrezione quando nei momenti bui della nostra esistenza non ci scoraggiamo ma ci lasciamo illuminare dalla sua luce e riusciamo a portarla agli altri,quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange,quando camminiamo vicino a chi è triste e rischia di perdere la speranza! La Pasqua è l’evento che ha portato la novità radicale del trionfo della vita sulla morte ,nella storia ,nel mondo e quindi per ogni essere umano! E’ la vera festa del risveglio e della rigenerazione!Cogliamo,perciò questo tempo di grazia e facciamo in modo che la nostra esistenza sia conquistata e trasformata dalla vittoria sul male portando agli altri l’annunzio che il Signore è con noi!Buona e serena giornata di ristoro fisico e spirituale! 

sabato 25 giugno 2016

Dell'educazione dei giovani: l'impegno formativo e pastorale della parrocchia

Il tema dell'educazione dei giovani, e della connessa opera degli educatori, è molto caro alla storia e all'azione pastorale odierna della Parrocchia dell'Assunta di Frattamaggiore. Ogni anno trova tra l'altro iniziative e sviluppi con la Festa dell'Educatore che si realizza tra la fine di Gennaio e l'inizio di febbraio in onore di Don Bosco ed in concomitanza della sua festa liturgica. Quest'anno la Festa è stata caratterizzata da momenti significativi che hanno riguardato il Giubileo degli Oratoriani frattesi ed una serie di incontri svolti con gli studenti nelle istituzioni scolastiche del territorio e con i dirigenti scolastici e le autorità cittadine nel salone parrocchiale.
Il Giubileo degli Oratoriani è stato celebrato il 30 Gennaio 2016 con la Santa Messa presieduta da p. Franco Beneduce s.j., e con una serata di fraternità e di animazione dei numerosi oratoriani con i loro familiari.
La pagina del gruppo parrocchiale su FB, gestita da Onorato Jommelli, ha riportato commenti e foto degli avvenimenti e, come dall'inizio dell'anno liturgico per le altre attività pastorali parrocchiali, anche alcuni spunti di riflessione del Parroco Mons. Angelo Crispino.

Dalla pagina del gruppo recupero di seguito foto e spunti riflessivi per la descrizione di questo post; mentre dal blog personale 'Doctrina et Humanitas' recupero un mio contributo storico e agiografico predisposto per la Festa degli Educatori del 2013, utilizzandolo in funzione introduttiva.  

Doctrina et Humanitas - Dell’educazione dei giovani: Festa degli educatori in onore di don Bosco

1. Il Santo. San Giovanni Bosco (Castelnuovo d’Asti 16 agosto 1815 – Torino 31 gennaio 1888) nel centenario della sua morte fu dichiarato “Padre e Maestro della gioventù” da Giovanni Paolo II, il quale invitò tutti i figli spirituali del santo ad invocarlo con questo titolo.
La grande notorietà di Giovanni Bosco, sacerdote ed educatore, è un fatto indubitabile nella vita cattolica contemporanea, grazie alla Congregazione dei Salesiani da lui fondata che è tra le più diffuse del mondo contemporaneo, e grazie alla sua santa opera pastorale svolta nel campo della comunicazione sociale e dell’educazione dei giovani.
La sua è una scuola di santità vissuta e di carità impegnata che congiunge l’opera educativa del suo maestro spirituale, san Giuseppe Cafasso, e quella dei suoi discepoli Salesiani, a partire dal modello del giovane san Domenico Savio, suo primo figlio spirituale. “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”: sono le parole del giovane Domenico che vive e comunica la proposta spirituale ed educativa del suo maestro.
Sono moltissimi i giovani che si ritrovano alla scuola di Don Bosco nella Torino dell’ottocento interessata dai fenomeni migratori delle popolazioni rurali. Si tratta di una scuola che faticosamente e miracolosamente risponde alle problematiche sociali e diviene luogo di superamento della emarginazione urbana e della devianza giovanile; essa si propone come esperienza di formazione civile e professionale, applicando una pedagogia esemplare (il metodo preventivo), e prendendosi cura con la catechesi e con la preghiera della spiritualità giovanile (l’oratorio).
I tanti Collegi istituiti dai Salesiani, in Italia ed in ogni parte del mondo, mantengono intatti i principi di don Bosco che risultano sempre moderni ed attuali. Oltre ai Salesiani e alla Pia Unione dei Cooperatori Salesiani da lui fondati, all’opera e all’insegnamento di Don Bosco fanno capo anche le Figlie di Maria Ausiliatrice istituite da santa Maria Mazzarello.
L’opera educativa di Don Bosco, originata da motivazioni vocazionali e religiose, ha vissuto proficui contatti profetici ed ispiratavi con l’educazione laica ed istituzionale, ed ha avuto una vasta eco nel campo degli studi e delle scienze dell’educazione che considerano esemplare il suo modello pedagogico.
2. Ispirazioni. Il giovanile modello pastorale dell’opera educativa di don Bosco, rivolto ai giovani e inventato nella ottocentesca Torino dell’industrialismo e della inurbazione delle masse rurali, ha anche ispirato molte altre esperienze più recenti di sacerdoti e di operatori pastorali operanti nelle
comunità che hanno vissuto l’esperienza della emarginazione sociale e della trasformazione urbana. Ciò è avvenuto in genere in ogni luogo ove si è andata affermando l’esigenza di interventi educativi innovativi, sviluppati secondo i dettami della moderna pedagogia, rispondenti alle problematiche etiche e religiose connesse alla transizione sociale.
Un caso noto ed emblematico in Italia è quello della pedagogia di don Lorenzo Milani, alle prese con l’educazione dei giovani dell'isolata comunità di Barbiana. L’importanza e l’influenza dell’opera di don Milani e dei suoi giovani (Lettera ad una professoressa) nel dibattito sulle istituzioni educative contemporanee sono anch’esse note.
Una esemplare esperienza educativa "alla don Bosco" è rinvenibile anche sul piano della storia locale frattese. Si tratta dell’esperienza giovanile di don Angelo Crispino (ordinato il 28 Giugno del 1964) che alla sua opera educativa, rivolta a migliaia di giovani e svolta nel nuovo quartiere popolare di Casaluce, diede proprio il nome di “Oratorio don Bosco", recuperando del santo torinese l’intierezza della proposta, sia pedagogica e sia spirituale. Dal 1964 al 1984, periodo della sua cappellania presso la chiesa del quartiere curata dalle Serve di Maria, don Angelo (oggi mons. Angelo e dirigente scolastico) ha svolto una guida sicura ed illuminante in un tempo di transizione dall’antico al moderno e in un tempo di crisi dell’identità storica e generazionale. La sua azione, ispirata dall’esempio di don Bosco, ha inaugurato a livello locale lo stile della pastorale giovanile post-conciliare. Leggiamo in una opera di storia locale:
Per le attività casalucensi animate da don Angelo valgono due testimonianze; quella dello storico insigne di Frattamaggiore, Sosio Capasso, che dalla prospettiva sociale le considera capaci di trasformare l'intero rione in un centro di fede, di cultura e di impegno sociale; e quella di Nicola Capasso, vescovo di Acerra e gloria frattese, il quale dalla prospettiva pastorale saluta l’Oratorio come cosa “memorabile nella storia della nostra città” e descrive gli effetti positivi della catechesi giovanile.” (P. Saviano F. Pezzella, La Madonna di Casaluce…, Tip. Cirillo, Frattamaggiore 1998).
La Parrocchia di Maria SS. Assunta di Frattamaggiore, ove è parroco don Angelo, continua sul piano locale a dare vita all’ispirazione e al modello di Don Bosco, santo che celebra con solennità religiosa e con iniziative significative (Festa degli educatori).

Le riflessioni di Mons. Angelo Crispino su FB: a commento della Festa degli Educatori
del 2016
SABATO 30 Gennaio 2016

Carissimi,si è esaurita anche questa settimana e ci prepariamo a concludere anche questo primo mese del nuovo anno!La giornata che si apre la gusto in maniera ancora più gioiosa! Mi direte : perché ? C’è un evento che da sempre porto nel mio DNA : è il ritorno della tradizionale ricorrenza liturgica di Don Bosco,maestro ed educatore! E’ il mio caro protettore e il modello a cui ho guardato dalla mia fanciullezza e a cui mi sono ispirato nel mio ministero sacerdotale e pastorale!Nella vita di ciascuno si manifesta sempre qualche occasione,una circostanza,un periodo, un momento di follia che segna il corso della vita e resta indelebile nella propria storia personale!Con una analisi retrospettiva accurata e serena potremmo comunque ciascuno di noi individuare l’episodio simbolo l’esperienza topica che ha dato una svolta alla nostra esistenza,quel là che ci ha orientati facendoci comprendere la nostra vocazione e la missione del futuro! Benediciamo il Signore,luce e guida della nostra vita! E’ la manifestazione del suo progetto e della sua volontà! Che gioia poter condividere il frutto dell’esperienza educativa e formativa realizzata dal 1964 ad oggi negli oratori intitolati a Don Bosco! Per la storia locale inizialmente è stato fondato nel territorio frattese delle “filatoie” ,nel cuore delle palazzine Ina Casa,nei pressi della chiesa di Casaluce delle Suore Compassioniste e rifondato successivamente nel 1984 a seguito del mio trasferimento e della mia nomina a parroco nella nuova realtà periferica della città nella parrocchia dell’Assunta ! Feconda e indimenticabile esperienza che, nel raduno di tutti gli oratoriani vecchi e nuovi di stasera ci permette di vivificare e condividere nella preghiera e nella fraternità personale e familiare la ricchezza di benefici ,di sentimenti e di valori che hanno accompagnato la vita di tante famiglie dei rioni e costituiscono il patrimonio formativo di centinaia e centinaia di ragazzi, giovani e genitori di ieri e di oggi che per la circostanza si ritrovano con le loro famiglie e i figli per ricordare,gioire e fraternizzare!E’ storia viva che viene da lontano e conserva tutta la sua freschezza e attualità! Grazie al Signore e al “pazzo” Don Bosco,innamorato dei ragazzi e dei giovani e spinto solo dal desiderio di condividere con loro le difficoltà,le sofferenze e le speranze di un futuro migliore e di una vita ,anche se povera ma onesta e morale!Crediamo nei giovani! Dialoghiamo con i giovani! Comprendiamoli e aiutiamoli perché nessuno si perda!Con Don Bosco vogliamo pregare per i giovani e gli educatori chiedendo solo al Signore :”Da mihi animas, coetera tolle” e di aiutarci a conservare la gioia del servizio!


Lunedi 1 febbraio 2016

Carissimi,sereno inizio di settimana!Grande gioia e forte emozione sono nel mio cuore e nel miei occhi! Sono ancora in commossa fibrillazione per gli incontri realizzati sabato sera nel raduno di quei ragazzi e giovani oratoriani di un “ ieri” lontano nel tempo ma che “oggi” con le loro famiglie e figli hanno rivissuto nella preghiera e nella fraternità l’esaltante esperienza vissuta negli Oratori dedicati a Don Bosco! I semi gettati copiosamente,a piene mani,sono diventati piante rigogliose e sane, direi un rigenerante bosco che continua a verdeggiare e a fruttificare nella nostra città e nel territorio dell’hinterland vivendo i valori cristiani assimilati e vissuti e trasmettendoli con grande fierezza e gelosia nelle famiglie che hanno costituito e che guidano con saggezza umana e cristiana!Una testimonianza storica e preziosa che ha permesso di rivivere uno dei momenti esaltanti intorno all’altare con la S. Messa da noi concelebrata e presieduta da P. Franco Beneduce, un oratoriano frattese, vissuto nel quartiere del Don Bosco, una vocazione che nasce lì e matura fino a diventare sacerdote e poi religioso nella Compagnia di Gesù! Oggi è al vertice del Pontificio Seminario Regionale Campano totalmente impegnato nella formazione dei giovani che si preparano al Sacerdozio!Non è forse un dono di Dio? Una grazia che ci garantisce la presenza di Dio in mezzo a noi e la protezione di Don Bosco? Insieme rendiamo grazie a Dio!Toccante è stato anche rivedere all’organo,alla chitarra e nel coro tutta la schiera dei giovani degli anni 80 che hanno rinnovato l’esperienza di animazione liturgica come ai vecchi tempi!Storia di ieri che è maestra di vita alle generazioni presenti e a quelle future perché si possa non seppellire ma far tesoro dell’eredità valoriale sana ed esemplare del passato per costruire la qualità del presente e le speranze future! Dopo la preghiera la famiglia oratoriana si è ritrovata nel centro pastorale”Giovanni Paolo II” per una serata conviviale di fraternità e di condivisione che ha vivificato ricordi ed esperienze che sono state partecipate ai più giovani con grande edificazione da diventare una tonificante trasfusione energetica alle nuove generazioni ! In programma sono previsti altri momenti significativi ma vi daremo notizia nei futuri appuntamenti! Saluto tutti con un fraterno abbraccio e una preghiera a Don Bosco!


Sabato 6 febbraio 2016

Carissimi,grazie a Dio anche oggi vi diciamo: Buongiorno! Si conclude la prima settimana di febbraio! E noi concludiamo pure questa settimana della educazione vissuta sotto lo sguardo del santo educatore Don Bosco!Abbiamo infatti realizzato un percorso di riflessione e di sensibilizzazione sulle tematiche educative e sui protagonisti dell’azione educativa mirando a coinvolgere tutti, sia la comunità ecclesiale sia quella civile nelle sue varie espressioni culturali,professionali e politiche perché ponessero al centro dell’interesse comune la persona dell’educando,l’arte delicata e sublime dell’educazione,la missione degli educatori! La settimana,comunque,l’abbiamo vissuta nella preghiera e nella seria meditazione!Abbiamo voluto riservare una attenzione specifica al campo educativo perché l’educazione è vita mentre la mancanza di educazione è morte,è inciviltà,è rozzezza,è barbarie!Privilegiare questa tematica è stato particolarmente necessario alla luce di ciò che si sperimenta in tutti i luoghi e a tutti i livelli con l’alto grado di spudoratezza e di cinismo con cui si agisce! La cronaca nera di ogni giorno è avvilente e sconvolgente! La diseducazione porta perfino ad atti inconsulti e a delitti efferati! Il pedagogo e maestro per eccellenza è Cristo,figlio di Dio Amore e noi,alla sua scuola,abbiamo da lasciarci da Lui educare per una umanità nuova e piena!Dobbiamo prendere coscienza che non c’è nulla nella nostra azione che non abbia una significativa valenza educativa! Non c’è nessuno che non debba sentire la responsabilità di essere con il suo comportamento e con la sua condotta motivo di buon esempio e di buona educazione e non motivo di diseducazione e di scandalo! A tutti incombe il dovere con la propria presenza e la propria testimonianza di trasformare qualsiasi luogo che sia la famiglia o il posto di lavoro,la scuola o l’associazione,la comunità o il ritrovo in luogo fecondo di educazione integrale! Ricordiamoci che è sempre pregiudizievole e compromettente se non un vero disastro quando le agenzie educative affrontano le problematiche educative e i processi di crescita dei propri figli o degli allievi da soli e in autonomia assoluta! Il “fai da te” in questo campo è un vero attentato!Occorre,perciò,sanare assolutamente la rottura del patto educativo tra famiglia, scuola e altre istituzioni e in primo luogo la chiesa ripristinando quella alleanza e quella collaborazione che un tempo ha dato risultati eccellenti e che oggi leggendo i segni dei tempi è chiamata a impegnarsi per essere funzionale al bene comune dei figli e degli alunni sconfiggendo così quella cultura dell’esclusione che è frutto di egoismi e di razzismo e non di amore e di solidarietà! 



venerdì 22 gennaio 2016

Anno pastorale 2015-2016 - Le attività di Avvento e Natale

L'esigenza di una comunicazione diffusa e partecipata ha portato alla realizzazione di un gruppo interattivo sulla piattaforma di FB per condividere le testimonianze le iniziative e gli eventi più significativi che si vivono in parrocchia nella prospettiva dei social.
L'avvio del nuovo anno pastorale si è avvalso così di uno strumento di comunicazione che ha favorito la partecipazione di centinaia di persone e la divulgazione in rete di una immagine bella ed operativa della Parrocchia e della sua Pastorale nel territorio locale.

Il Gruppo FB 'Parrocchia Maria SS Assunta' è stato lanciato alla fine di Ottobre 2015 da Onorato Iommelli ed amministrato in collaborazione con il Parroco Mons. Angelo Crispino. Esso si è posto subito come frequentato luogo di un dialogo spirituale e pastorale che coinvolge il parroco e la sua comunità che si arricchisce delle comunicazioni e delle estensioni favorite dalla rete.

L'iniziativa del gruppo è stata così salutata dal Parroco:

Carissimi, benedico di cuore questo servizio di informazione e formazione che è nato e cresce nella comunità parrocchiale dell'Assunta di Frattamaggiore, continuando un cammino che ha radici remote con la pubblicazione nel nostro territorio del periodico "Squilli oratoriani", poi del mensile "Emmaus" e più recentemente del mensile "Progetto uomo".
Invito calorosamente tutti,giovani e meno giovani,a sintonizzarsi su questa rete che intende offrire frequenti occasioni per vivere intensamente il rapporto con Cristo e con la Chiesa confrontandosi con il Vangelo e la parola di Dio. Occorre preliminarmente retta intenzione e coerenza di vita. Quante speculazioni e strumentalizzazioni sulle parole di Papa Francesco !Mettersi in ascolto e riflettere: più che puntare il dito sugli altri è bello e giusto guardarsi dentro e conformare la propria vita agli insegnamenti autentici di Cristo. La vera testimonianza è fatta di opere e non di chiacchiere, fatta di servizio umile e non di proclami, fatta di misericordia e non di processi sommari. E' bene che ognuno prima di parlare e criticare incominci a riformare se stesso! Il rinnovamento parte da di dentro dell'uomo! Chiunque tu sia e hai intenzioni serie sei il benvenuto in questo gruppo e su questa rete ! Lascia la moda farisaica e opportunista! Il Signore ti ama e ti aspetta: Fai inversione di marcia e Imbocca coraggiosamente la strada maestra di Cristo e del Vangelo. Non lasciarti suggestionare dai falsi profeti e dai "ciceroni" di questa nostra società! Prima o poi ti accorgerai degli inganni e degli interessi reconditi! Ricordo che GIOVEDI 12 novembre p.v. avrà luogo il secondo incontro di preparazione al Giubileo della Misericordia animato e guidato da P. FLAVIO dei Missionari Comboniani. Non mancate : alle ore 17,00 presiederà la S. Messa e al termine incontro di formazione con tutti i gruppi ecclesiali mentre alle ore 20 incontrerà le coppie della pastorale familiare! A ben rivedervi!

Recupero per il blog alcuni momenti ed annotazioni che sono stati largamente riproposti ed approfonditi nella bacheca del Gruppo.

 






domenica 20 settembre 2015

La Comunità dell'Assunta alle celebrazioni di San Sossio

La Comunità dell'Assunta ha partecipato alla settimana di celebrazioni parrocchiali programmate nella Basilica Pontificia di San Sossio in preparazione della Festa del Santo Patrono della città che si celebra il 23 settembre. Mons. Angelo Crispino ha presieduto la S. Messa vespertina di sabato 19 settembre (XXV Domenica T.O. e festa di San Gennaro vescovo). All'assemblea foltissima che era presente in Basilica egli ha rivolto una omelia intensa che ha fatto riferimento alle letture del giorno e al martirio di San Gennaro e di San Sossio.
I due santi sono quelli più noti alla tradizione locale; in realtà essi fanno parte della schiera dei sette Martiri campani che subirono il martirio alla Solfatara di Pozzuoli il 19 settembre del 305, durante la persecuzione di Diocleziano.
In onore di questi Santi la Chiesa della Campania rinnova ogni anno, nei giorni che vanno dal 19 al 25 settembre, la memoria di un fondamentale avvenimento del cristianesimo campano ricco di significati religiosi e storici.

I sette santi martiri del vulcano flegreo rappresentano i modelli di santità e di patronato religioso per diverse comunità, città, luoghi e contrade della Campania e di altre regioni.
San Gennaro, vescovo di Benevento e patrono di Napoli, è il più noto ed è conosciuto anche dalle comunità orientali e bizantine; Festo e Desiderio, diacono e lettore al seguito di Gennaro, condividono la fama del loro vescovo nell’area beneventana e capuana; Procolo Eutichete ed Acuzio, diacono lettore e laico della chiesa puteolana, sono noti nell’area flegrea e delle isole campane; Sossio, diacono di Miseno e amico personale di Gennaro, si distingue per una particolare parabola del suo culto che ha avuto manifestazioni originali e riconosciute in molti luoghi geografici e spirituali del cristianesimo antico e medievale. Nelle catacombe napoletane di San Gennaro, risalenti al V-VI secolo, si possono ancora scorgere le effigie di questi santi.



La vicenda dei Santi della Solfatara è ben nota per gli aspetti religiosi, agiografici, ed anche folclorici, che ancora oggi la caratterizzano. Sono soprattutto note le manifestazioni della fede che a Napoli si legano al clamore del miracolo di San Gennaro, e che ogni anno riportano a vivere e a riconsiderare i significati di quell’antico martirio e dell’attualità della sua potenza salvifica per il territorio e per il popolo.
Nota alla cultura storica e monastica europea è anche la vicenda del martire Sossio, che con il santo abate Severino, patrono dell’Austria, ha condiviso per oltre un millennio la titolarità del monastero cassinese napoletano. A San Sossio è riconosciuto da secoli anche il patronato religioso della città di Frattamaggiore fondata dai misenati, la quale ne custodisce le spoglie nel tempio millenario eretto a basilica pontificia.


lunedì 10 agosto 2015

Il culto mariano

La riflessione teologica – Gli studiosi di teologia individuano le basi evangeliche, patristiche e tradizionali del culto di Maria.
Nei Vangeli Maria appare inserita nel misterioso piano di Dio con il concepimento verginale di Gesù, con il suo dialogo di fede con Dio, con la sequela del Figlio fino alla croce, e con la sua condivisione con la Comunità degli apostoli.
La riflessione dei Padri della Chiesa, in epoca antica, individua per Maria le caratterizzazioni principali che fondano la dogmatica cattolica: Theotòkos (Madre di Dio) al Concilio di Efeso del 431; sempre Vergine al Concilio Laterano del 649; culto delle Icone e della venerazione al Concilio di Nicea del 787.
La tradizione rimarca i tratti della devozione mariana che si consolidano nelle varie epoche.
Nel Medioevo della preghiera monastica e dello schema feudale, Maria è Regina, Madre di Misericordia; è Mediatrice della riconciliazione tra Cristo e la Chiesa; ed è Madre dei Miracoli a favore dei peccatori.
Nell’Età Moderna Maria è la Serva del Signore partecipe alla sua redenzione (Concilio di Trento); la devozione mariana diviene molto diffusa e popolare e con il Rosario si incentra sulla comprensione del Mistero di Cristo.
Nell’Età Contemporanea le apparizioni della Madonna a Caterina Labourè (1830) e a Bernadette Soubirous a Lourdes (1858) accompagnano la formulazione del Dogma della Immacolata Concezione (1854) stabilito da Pio IX con tutti i Vescovi del mondo. La grande diffusione del culto mariano culmina nel Dogma dell’Assunzione di Maria stabilito da Pio XII nel 1950.
Oggi la Dottrina Mariana si basa soprattutto sulla Lumen Gentium, costituzione del Concilio Vaticano II, che indica la figura di Maria come Madre del Salvatore inserita nel mistero di Cristo, della Chiesa e della Salvezza. Essa ha trovato anche un grande sostenitore in Giovanni Paolo II, papa mariano, che nel 2003 ha scritto la Lettera Apostolica ROSARIUM VIRGINIS MARIAE.
I teologi contemporanei riconoscono nella persona e nella funzione di Maria “l’icona del mistero” (B. Forte), la “microstoria della salvezza” (S. De Flores), la “chiave del mistero cristiano” (R. Laurentin).

La celebrazione delle apparizioni. Recentemente la celebrazione del 150° delle apparizioni della Vergine, Immacolata Concezione, a Lourdes si è caricata di grandissimi significati, biblici, teologici e devozionali, per i milioni di credenti e di pellegrini. L’8 dicembre 1854 Pio IX definì in questi termini la concezione immacolata di Maria: "la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli". La Chiesa riconosce nell’Immacolata, la realizzazione del progetto di Dio sul nuovo popolo messianico, nella sua espressione più alta che è quella sponsale, di cui è il prototipo. La liturgia dell’8 dicembre, infatti, pone sulle labbra di Maria le parole del Cantico: "Esulto e gioisco nel Signore […] perché mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa adorna di gioielli", perché la sua concezione immacolata ha segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.
Le apparizioni di Lourdes e le altre apparizioni della Vergine hanno dato grande importanza alle devozioni mariane. Oggi, con il culto in chiesa, non è raro che si accompagnino le infiorate alle edicole votive, e l'allestimento di altarini domestici dove viene posta una statua itinerante della Vergine.
Per Maria, apparsa alla umanità contemporanea ed in attesa nelle mete del pellegrinaggio, ci si muove sempre e si è sempre impegnati, nella semplicità della preghiera personale e nel fasto della preghiera comunitaria. Il pensiero dei credenti si inoltra nelle favolose considerazioni del suo mistero, corre alle ardite riflessioni teologiche che riguardano gli avvenimenti testimoniati e creduti e la fede stessa: il Rosario e il Dogma. Il Dogma dell’Immacolata Concezione, della creazione nuova, che trova un riverbero nella Vergine apparsa a Lourdes. Il Rosario nella cui recita si ritrova la sintesi delle apparizioni di Fatima e l’aggiunta della stessa preghiera voluta dalla Vergine: "O Gesù perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell'inferno; portate in Cielo tutte le anime, e soccorrete specialmente le più bisognose della vostra misericordia ".
L'avvenimento mariano più importante di questo secolo è stato senza dubbio il Concilio Vaticano II, perché da esso è scaturita una prospettiva mariana che investe il campo dottrinale, liturgico, pastorale e devozionale. Il Concilio ha voluto risituare Maria al punto di partenza e al centro stesso del mistero di salvezza. L'inserimento di Maria nella Costituzione Dogmatica sulla Chiesa (Lumen gentium) può considerarsi un segno del rapporto di esemplarità che intercorre fra Maria e la Chiesa: la Vergine è tipo e compimento della Chiesa.

Inoltre, la Vergine è Madre della Chiesa, giacché è Madre di Cristo e di tutto il Popolo di Dio, sia dei fedeli che dei Pastori. Paolo VI ebbe a cuore il proclamarlo solennemente a conclusione della terza sessione del Concilio, offrendo in tale titolo una sintesi della mariologia del Concilio (cfr. DC, 6.XII.64, col 1544).