domenica 28 maggio 2017

Il cammino del tempo pasquale

Nel volto di Maria di Magdala e dell’altra Maria in visita al Sepolcro si possono ritrovare i “volti di tante madri e nonne, il volto di bambini e giovani che sopportano il peso e il dolore di tanta disumana ingiustizia”.
In loro vediamo anche i volti di coloro che sperimentano il disprezzo perché sono immigrati, orfani di patria, di casa, di famiglia; i volti di coloro il cui sguardo rivela solitudine e abbandono perché hanno mani troppo rugose. Esse riflettono il volto di donne, di madri che piangono vedendo che la vita dei loro figli resta sepolta sotto il peso della corruzione che sottrae diritti e infrange tante aspirazioni, sotto l’egoismo quotidiano che crocifigge e seppellisce la speranza di molti, sotto la burocrazia paralizzante e sterile che non permette che le cose cambino”.


Il palpitare del Risorto ci si offre come dono, come regalo, come orizzonte. Il palpitare del Risorto è ciò che ci è stato donato e che ci è chiesto di donare a nostra volta come forza trasformatrice, come fermento di nuova umanità. Con la Risurrezione Cristo non ha solamente ribaltato la pietra del sepolcro, ma vuole anche far saltare tutte le barriere che ci chiudono nei nostri sterili pessimismi, nei nostri calcolati mondi concettuali che ci allontanano dalla vita, nelle nostre ossessionate ricerche di sicurezza e nelle smisurate ambizioni capaci di giocare con la dignità altrui”.
E se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani”.

Sono le parole e i concetti espressi da Papa Francesco durante la Veglia Pasquale celebrata in San Pietro, e con esse si traccia il cammino spirituale dei credenti nel tempo dopo la Pasqua di quest’anno.

Anche il nostro Vescovo, in occasione della Celebrazione della Messa crismale nella Cattedrale di Aversa, ha indicato il cammino dalla prospettiva diocesana:

La celebrazione della Pasqua ci chiama a vivere con Gesù un modo nuovo, ci chiama a credere nell’efficacia dell’insegnamento e dei gesti che Egli ha compiuto. Gesù ci ha insegnato la via per affrontare in maniera radicale e definitiva il male che genera forme e modi di agire che soffocano ogni più vera speranza di vita per l’umanità. Gesù ci ha testimoniato che ogni forma di egoismo può essere superata soltanto con una carità capace di aprirsi veramente a condividere con i fratelli ogni ricchezza di vita e farsi carico di ogni fatica o sofferenza di altri fratelli. Gesù ci ha testimoniato che solo la luce che entra dove ci sono tenebre potrà annullare il buio, e che solo la vita donata potrà superare la morte. Gesù è venuto a compiere con noi il gesto assolutamente nuovo nella storia dell’umanità dello spezzare e del condividere con noi il pane della sua vita. La Pasqua del Signore, allora, ci chiama ad un agire nuovo, ad un vivere nuovo, alla possibilità di testimoniare con Gesù che l’umanità è chiamata alla risurrezione, ad impostare nuovi rapporti di fraterna accoglienza e di vita nella verità della condivisione di tutto ciò che è bene. Guardando a Gesù che si offre per noi, che ci chiama a partecipare con Lui alla libertà dell’obbedienza di comunione con il Padre, noi potremo fondare rapporti in cui saremo capaci di abbandonare la via dell’indifferenza per prendere gli uni i pesi degli altri; di abbandonare la tentazione dell’invidia e della rivalità per camminare insieme riconoscendo con gioiosa apertura al dialogo i doni e la bontà di vita di ogni fratello. Impareremo a vincere la tentazione di nascondere il pane per saziarci in solitudine, e impareremo a spezzarlo per condividerlo con fiducia e generosità.

Le caratteristiche del cammino parrocchiale hanno ricevuto particolari illustrazioni dalle parole del nostro Parroco che non ha fatto mancare la sua costante e quotidiana riflessione pastorale. Una sintesi la possiamo leggere nelle comunicazioni che hanno riguardato il Triduo Pasquale e la Pasqua di Risurrezione:

Carissimi, salutiamo con fiducia e speranza questo sabato santo, il terzo giorno del triduo pasquale,dopo la profonda meditazione degli avvenimenti di questi giorni tremendi di passione e di dolore che sono stati liturgicamente ricordati e vissuti misticamente!
Quello odierno, vigilia di Pasqua è per tutti i cristiani il giorno del silenzio, un silenzio che diventa meditazione e attesa perché ci proietta verso l'evento stupendo della Resurrezione di Cristo!
Abbiamo condiviso intensamente, prima nelle rispettive comunità parrocchiali attraverso i riti del venerdi santo e subito dopo come comunità foraniale frattese, l'itinerario di sofferenza di Cristo con la partecipazione, numericamente significativa, di clero, autorità civili, rappresentanze religiose, pastorali e particolarmente di giovani alla Via Crucis cittadina,uniti in una intensa testimonianza di fede,di solidale umanità ed esemplare condivisione!
Come valore aggiunto è stata anche vissuta dalla nostra comunità dell'Assunta l'esperienza forte della drammatizzazione della "crudel morte di Cristo" con il pianto della Madonna personalizzato dai giovani in uno scenario di generale commozione e pianto!


Quanto sperimentato in queste ultime ore non solo ha toccato emotivamente tutti noi, clero e popolo di Dio, ma ci ha indotti a riflettere e a comprendere sempre meglio il vero significato di questo giorno!
Infatti, la Chiesa oggi sembra assente e muta, è spoglia,è priva di qualsiasi rito liturgico quasi a condividere con Gesù la sua discesa nel sepolcro!
Domina, perciò, una atmosfera di silenzio assoluto che genera una tiepida ma incoraggiante attesa che sembra diventare man mano con il passare delle ore una luminosa speranza che si tramuterà in gioia!
È la gioia della resurrezione e della vittoria di Cristo sulla morte e sui nemici!
Occorre aspettare la fine della giornata del silenzio per vivere la veglia pasquale che si svolgerà quale segno di collegamento nel passaggio tra il sabato e la domenica!


Infatti, nella veglia pasquale della sera la ricchezza di simbolismo prepara e accompagna tutti i credenti in questa esperienza di passaggio dal dubbio e dalla incredulità alla certezza,dalla morte alla vita nuova, dalla sconfitta alla vittoria!
Una liturgia serale quella del Sabato Santo che presenta il Cristo luce del mondo attraverso il simbolismo del Fuoco nuovo e della luce!
Il Cero pasquale dalla cui luce si accendono e attingono splendore tutte le altre ,è il simbolo di Cristo che risorge glorioso,che non solo vince e disperde le tenebre del male,dona a tutti gli uomini luce e grazie!
È proprio la veglia pasquale che segna per ogni cristiano una vera rinascita spirituale!
È ancora nella veglia pasquale che la Chiesa invita a passare dall'uomo vecchio all'uomo nuovo,a riprendere coscienza della propria identità cristiana avvenuta con il battesimo,a vivificare gli impegni di fedeltà a Cristo perché la vita cristiana diventi una Pasqua continua che ci consente di risorgere a vita nuova con Cristo.

Carissimi, una veglia fantastica e gioiosa, profumata dalle note dell'alleluia che hanno annunciato il trionfo della vita sulla morte e inneggiato a Cristo Risorto!
Con un grato e festoso saluto al nostro Redentore e Salvatore unisco anche un grido raggiante di esultanza e di felicità con cui rivolgo a tutti ,indistintamente, è a voi,carissimi, Vescovo, confratelli, amici virtuali il mio caloroso augurio pasquale e il mio invito a condividere la gioia con tutti gli uomini di buona volontà gridando: "ALLELUIA!"
Abbiamo infatti trascorso una notte di grazia con la veglia che ci ha saziati con i riti pasquali e con l'annuncio gioioso che Cristo è risorto!
Così l'angelo, di aspetto folgorante e candido nel vestito come la neve,conforta le donne trepide e premurose accorse al sepolcro:"Non abbiate paura! Gesù Crocifisso non è qui! È risorto,come aveva detto! È risuscitato dai morti e ora vi precede in Galilea!"
Una sorpresa spiazzante è la lieta notizia della Pasqua di Cristo,la comunicazione ufficiale che Gesù è vivo,il sapere che,dopo tutto, il vincitore è lui e la sfida si conclude definitivamente con il trionfo di Cristo e la sua vittoria sulla morte e sui nemici! Ancora, alleluia!
Perciò, gioiamo! Rallegriamoci! Facciamo festa!




Il cammino pasquale, il pellegrinaggio cioè, verso la piena esperienza spirituale della Risurrezione e della Pentecoste, si svolge in parrocchia in concomitanza con le pratiche devote del mese di maggio dedicato a Maria. Mentre una parte dell’Assemblea è assidua alle celebrazioni in chiesa, una altra parte della comunità ecclesiale sperimenta la pratica dei Cenacoli Mariani vissuti “in uscita” nei vari quartieri della Parrocchia. E ancora si vivono momenti importanti legati al pellegrinaggio verso mete religiose nazionali.
Tra i Cenacoli assume un particolare rilievo quello vissuto nella Villa Cirillo realizzato in memoria di Luisa Manzo Cirillo.


Queste le parole del Parroco, datate al 19 maggio, nel motivare e descrivere la pratica del mese mariano.

Carissimi, il nostro buongiorno in questo mese mariano è sempre accompagnato dalle note dell'Ave Maria!
Questo ricordo Mariano nella giornata ci aiuta tanto a viverla in serenità e lodare il Signore per averci dato Maria come Madre!
Con gioia stiamo rilevando come la connotazione mariana non si esaurisce nelle celebrazioni liturgiche in chiesa ma coinvolge la comunità in uscita sul territorio e nelle periferie esistenziali per portare il conforto della preghiera e della solidarietà nei cenacoli Mariani promossi nei luoghi dove ci sono ammalati allettati,disabili,anziani in difficoltà,problemi familiari!
La performance orante apre non solo le case dei nostri fratelli di fede ma soprattutto il cuore dei" prediletti dal Signore", alla fiducia e alla speranza attraverso la presenza di Maria che invita alla recita del Santo Rosario e a fare quello che il Figlio Gesù ci dice ogni giorno nella liturgia quotidiana!
In ogni visita la comunità offre a chi è nella sofferenza quello che ha,donando tanta umanità e recando sollievo e conforto ma riceve molto di più da questi nostri fratelli con la loro esemplare testimonianza di fede con cui affrontano le prove della vita,abbracciano la Croce e sorridono con dignità, con amore e nella speranza!
Il Cenacolo di ieri sera nella villa Cirillo ha richiamato e coinvolto una ampia partecipazione del nostro popolo pellegrino che ha contemplato Maria,donna di fede e di Amore,nel ricordo della gioiosa e trainante animazione che svolgeva con noi in questa e in altre simili
iniziative a favore di sofferenti e contribuiva a realizzare nel cammino comune della comunità la indimenticabile sorella Luisa Manzo Cirillo,amica di tutti,compagna generosa e testimone gioiosa di una spiccata attenzione ai malati e ai fratelli in stato di precarietà fisica,sociale e morale!
Insomma,nel solco degli insegnamenti mariani una luminosa presenza nella comunità di Apostola di carità e di comunione!


Alla scuola di Maria ed edificati dalla testimonianza viva di questa nostra sorella Luisa che nella comunità ha saputo coniugare fede e opere, nobiltà e semplicità, umanità e generosità con il collante della simpatia da entrare nel cuore di tutti, particolarmente dei bisognosi, la comunità itinerante ha supplicato Maria per ritrovare rinnovato coraggio e più vivo entusiasmo nell'imparare con le opere ad amare Dio e il prossimo e nella fede forte a saper sperare per una testimonianza di più generoso servizio di umanità e carità verso chi soffre.
Una ricchezza di valori che la comunità si è impegnata a non disperdere!
Diventiamo, perciò seminatori di amore e di comunione! Siano fatti e non parole!
A tutti un grazie, una benedizione divina con la carezza materna di Maria!
Buon cammino!





mercoledì 12 aprile 2017

Il cammino quaresimale

La Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte.” E’ stato così tracciato il cammino della Quaresima da Papa Francesco nella sua Lettera del 2017. Leggiamo l’introduzione dalle parole stesse del Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore», per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono.
La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione.”

Poi si chairiscono i concetti esortativi affidati alla Lettera di Papa Francesco:
1 - L’altro è un dono: LAZZARO CI INSEGNA CHE L’ALTRO È UN DONO. LA GIUSTA RELAZIONE CON LE PERSONE CONSISTE NEL RICONOSCERNE CON GRATITUDINE IL VALORE.
2- Il peccato ci acceca: IL RICCO NON VEDE IL POVERO AFFAMATO, PIAGATO E PROSTRATO NELLA SUA UMILIAZIONE. LA QUARESIMA È UN TEMPO PROPIZIO PER APRIRE LA PORTA AD OGNI BISOGNOSO E RICONOSCERE IN LUI O IN LEI IL VOLTO DI CRISTO.
3- La Parola è un dono: LA PAROLA DI DIO È UNA FORZA VIVA, CAPACE DI SUSCITARE LA CONVERSIONE NEL CUORE DEGLI UOMINI E DI ORIENTARE NUOVAMENTE LA PERSONA A DIO.
- La preghiera: LO SPIRITO SANTO CI GUIDI A COMPIERE UN VERO CAMMINO DI CONVERSIONE, PER RISCOPRIRE IL DONO DELLA PAROLA DI DIO, ESSERE PURIFICATI DAL PECCATO CHE CI ACCECA E SERVIRE CRISTO PRESENTE NEI FRATELLI BISOGNOSI.

Riverberando il magistero del Papa per la Quaresima il nostro Vescovo mons. Angelo Spinillo ha
esteso i concetti alla pastorale diocesana:


Il nostro Parroco mons. Angelo Crispino ha animato il cammino quaresimale della Parrocchia con una serie di attività pastorali che si sono sia ispirate al magistero del Santo Padre e del Vescovo di Aversa e sia caratterizzate con lo zelo tradizionale per la vita ecclesiale ed il costante dialogo catechetico con l’assemblea e negli incontri tematici del mercoledì.


Vi sono stati anche altri avvenimenti occasionali che hanno particolarmente caratterizzato questo cammino:

1 - l’organizzazione della Statio cittadina d’inizio Quaresima che è partita proprio dal territorio parrocchiale.



2 - l’ordinazione diaconale di don Antonio Vitale che svolge il suo ministero in Parrocchia e che è stata accompagnata da un triduo di preghiere e di catechesi sul diaconato.


3 - Veglia di adorazione: 24 ore per il Signore



4 - la celebrazione della Santa Messa per le guarigioni presieduta da p. Michele Vassallo.



Queste sono le parole del Parroco per l’inizio della Quaresima:

Carissimi, il tempo di grazia è iniziato e siamo entrati nel tempo favorevole della Quaresima per allenarci a vivere come figli di Dio!
I 40 giorni che ci attendono costituiscono il percorso ascetico che ci vede in cammino con Gesù verso la sua Pasqua di morte e risurrezione!
La Quaresima è quindi una strada per passare dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita!
Nel metterci in cammino sin dal primo giorno abbiamo ricevuto le prescrizioni terapeutiche per realizzare una effettiva conversione e una migliore adesione al Vangelo!
Le medicine salutari suggerite sono state l'ascolto della Parola di Dio con cui confrontarsi quotidianamente, la preghiera, uno stile di vita improntato alla sobrietà e le opere di carità!
Così come viviamo ora, ci accorgiamo di essere in uno stato di asfissia interiore provocata dai nostri egoismi, generata da meschine ambizioni e da vergognose indifferenze per cui il nostro spirito è soffocato,il nostro cuore è anestetizzato,la nostra fede sembra spegnersi, la nostra carità raffreddata e la nostra vita sembra trascinarsi piena di tristezza e di rassegnazione senza speranza!
Certamente, è vivo desiderio di tutti voler sta bene,di vivere bene,di non lasciarsi asfissiare da questo clima ammorbante di indifferenza e superficialità,di egoismi e di corruzione!
La Quaresima è,quindi, il tempo per tornare a respirare, è un'opportunità da vivere perché,come cristiani, cerchiamo di metterci sui passi di Gesù e percorriamo insieme a Lui il deserto per raggiungere la Pasqua di Risurrezione!
"Non andremo in Paradiso in carrozza" ci ha detto Papa Francesco prendendo in prestito questa espressione da Don Bosco e raccomandando a tutti noi la necessità di non starsene senza fare niente ma di seguire Lui che è passato attraverso la Croce!
In sostanza,è questa la strada impegnativa che abbiamo da percorrere in questo tempo quaresimale che richiede il nostro impegno spirituale e la nostra capacità di combattimento nell'affrontare le prove,le tentazioni,le illusioni perché cresca sempre più la speranza di uscire dalle nostre tenebre e camminare verso di Lui che è la Luce!



La comunità ecclesiale ha svolto così un cammino che l’ha condotta nel vivo delle celebrazioni della Settimana Santa, con la commemorazione della Domenica delle Palme e con la silenziosa preparazione per il Giovedì Santo dell’Altare della reposizione ispirata ad una pagina del Vangelo.  
  

domenica 29 gennaio 2017

Spunti di spiritualità e pedagogia nell’opera di Don Bosco

La Parrocchia dell’Assunta celebra ogni anno la festa di San Giovanni Bosco realizzando la Settimana dell’educazione e la Festa degli educatori ispirate alla spiritualità salesiana e all’opera educativa del Santo dei giovani. La persistente tradizione parrocchiale trova radici antiche nelle iniziative dell’Oratorio Don Bosco, sorto a metà degli anni ‘60 del secolo scorso come opera della pastorale giovanile del giovane don Angelo nel quartiere frattese di Casaluce.
Quest’anno la Settimana dell’educazione si avvale della presenza di 5 vescovi che presiedono le celebrazioni eucaristiche e partecipano ai vari incontri previsti in parrocchia e nelle strutture educative del territorio. Ai vescovi che tradizionalmente partecipano alla Settimana (Angelo Spinillo, Mario Milano e Giovanni Rinaldi) quest’anno si aggiungono significativamente Mons. Giovanni D’Ercole vescovo di Ascoli Piceno, il quale ha sviluppato un intenso dialogo di solidarietà con il Parroco e la Comunità parrocchiale attivamente impegnati a sostenere le Comunità del piceno colpite dal terremoto, e Mons. Andrea Mugione arcivescovo emerito di Benevento che è ritornato a dimorare in Caivano suo paese natio in Diocesi di Aversa.
Il folto programma della Settimana, che si legge nella brochure approntata dall’ufficio parrocchiale, si basa su alcune fondamentali tematiche sviluppate nelle iniziative e nelle celebrazioni dei giorni dal 30 gennaio al 5 febbraio 2017:
- La Chiesa per l’educazione;
- Festa degli educatori, dei ragazzi e dei giovani;
- Incontri con la Comunità e la Famiglia;
- Incontri con le autorità, le istituzioni, i dirigenti scolastici del territorio e le
scolaresche con i docenti.


Gli aspetti organizzativi e catechetici della Settimana dell’educazione si ispirano evidentemente alla pastorale giovanile della Parrocchia, sua tradizionale vocazione preferenziale, che quest’anno ritrova ampio riverbero nelle indicazioni dell’Anno Pastorale Diocesano (“Una generazione narra all’altra...”) dedicato alla problematica della fede giovanile e alla relazione tra le generazioni. Si ispirano quest’anno anche alla Lettera ai giovani scritta da Papa Francesco il 13 Gennaio 2017. E si ispirano spiritualmente all’insegnamento e all’esempio di San Giovanni Bosco.
Sul portale della Diocesi di Aversa si può approfondire la tematica dell’Anno Pastorale; sul portale del Vaticano si può leggere il testo della Lettera ai giovani di Papa Francesco. Di seguito si possono leggere due brani stralciati dagli scritti di Don Bosco rinvenibili sul portale di donboscoland, riguardante il primo la pratica delle virtù nella Comunità religiosa di Don Bosco, e riguardante il secondo gli aspetti fondamentali del metodo sviluppato dal Santo per l’educazione dei giovani.

Da: Il sogno dei dieci diamanti
Ad ammaestramento della Pia Società Salesiana
Il 10 settembre anno corrente (1881), giorno che la Santa Chiesa consacra al glorioso nome di Maria, i Salesiani, raccolti in San Benigno Canavese, facevano gli Esercizi Spirituali. «Nella notte dal 10 all’11, mentre dormivo, la mente si trovò in una gran sala splendidamente ornata. Mi sembrava di passeggiare con i direttori delle nostre case, quando apparve tra noi un uomo di aspetto così maestoso, che non potevamo reggerne la vista. Datoci uno sguardo senza parlare, si pose a camminare a qual che passo da noi. Egli era così vestito: un ricco manto a guisa di mantello gli copriva la persona. La parte più vicina al collo era come una fascia che si rannodava davanti, e una fettuccia gli pendeva sul petto. Sulla fascia stava scritto a caratteri luminosi: LA PIA SOCIETÀ DI SAN FRANCESCO DI SALES NELL’ANNO 1881, e sulla striscia di essa fascia portava scritte queste parole: QUALE DEVE ESSERE. Dieci diamanti di grossezza e splendore straordinari erano quelli che c’impedivano di fermare lo sguardo, se non con gran pena, su quell’augusto Personaggio. Tre di quei diamanti erano sul petto, ed era scritto sopra di uno FEDE, sull’altro SPERANZA e CARITÀ su quello che stava sul cuore. Il quarto diamante era sulla spal-la destra e aveva scritto LAVORO, sopra il quinto nella spalla sinistra si leggeva TEMPERANZA. Gli altri cinque diamanti ornavano la parte posteriore del manto, ed erano così disposti: uno più grosso e più folgo-reggiante stava in mezzo come al centro di un quadrilatero, e portava scritto OBBEDIENZA. Sul primo a de-stra si leggeva VOTO DI POVERTA. Sul secondo, più in basso, PREMIO. Nella sinistra sul più elevato era scritto: VOTO DI CASTITA: Lo splendore di questo mandava una luce tutta speciale, e mirandolo traéva e attraeva lo sguardo come la calamita attrae il ferro. Sul secondo a sinistra, più in basso, stava scritto: DIGIUNO. Tutti questi quattro ripiegavano i loro raggi verso il diamante del centro. Questi brillanti tramandavano dei raggi che a guisa di fiammelle si alzavano e portavano scritte qua e là varie sentenze. Sulla Fede si elevavano le parole: “Imbracciate lo scudo della Fede per vincere le insidie del demonio”. Un altro raggio aveva: “La fede senza le opere è morta. Non chi ascolta, ma chi pratica la legge possederà il regno di Dio”. Sui raggi della Speranza: “Sperate nel Signore, non negli uomini. I vostri cuori siano sempre fissi dove sono le vere gioie”. Sui raggi della Carità: “Portate gli uni i pesi degli altri, se volete compiere la mia legge. Amate e sarete ama-ti, ma amate le anime vostre e le anime altrui. Recitate devotamente il Divino Ufficio; celebrate la Santa Messa con attenzione; visitate con grande amore il Santo dei Santi”. Sulla parola Lavoro: “Rimedio alla concupiscenza, arma potentissima contro tutte le tentazioni del demo-nio”. Sulla Temperanza: “Il fuoco si spegne se si toglie la legna. Fate un patto con i vostri occhi, con la gola e col sonno, affinché questi nemici non vi rubino le vostre anime. Intemperanza e castità non possono abitare insieme”. Sui raggi dell’Obbedienza: “È il fondamento di tutto l’edificio e il compendio della santità”. Sui raggi della Povertà: “Il Regno dei Cieli è dei poveri. Le ricchezze sono spine. La povertà non si vive a parole, ma si pratica con l’amore e con i fatti. Essa aprirà le porte del Cielo e vi entrerà”. Sui raggi della Castità: “Tutte le virtù vengono insieme con essa. I mondi di cuore penetrano i segreti di Dio e vedono Dio stesso”. Sui raggi del Premio: “Se vi lusinga la grandezza del premio, non vi spaventino le fatiche della conquista. Chi patisce con me, godrà con me. Sono momentanei i patimenti di questa vita; è eterna la felicità che godranno i miei amici in Cielo”. Sui raggi del Digiuno: “È l’arma più potente contro le insidie del demonio. E il custode di tutte le virtù. Col digiuno si scaccia ogni genere di demoni”. Un largo nastro a color di rosa serviva di orlo nella parte inferiore del manto, e sopra questo nastro era scritto: “Questo sia l’argomento delle vostre esortazioni del mattino, del mezzogiorno e della sera. Raccogliete le briciole delle virtù e vi costruirete un grande edificio di santità.


Da: Il sistema preventivo nell’educazione dei giovani
I. In che cosa consista il Sistema Preventivo perché debbasi preferire.
Due sono i sistemi in ogni tempo usati nella educazione della gioventù: Preventivo e Repressivo. Il sistema Repressivo consiste nel far conoscere la legge ai sudditi, poscia sorvegliare per conoscerne i trasgressori ed infliggere, ove sia d'uopo, il meritato castigo. Su questo sistema le parole e l'aspetto del Superiore debbono sempre essere severe, e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve evitare ogni famigliarità coi dipendenti.
Il Direttore per accrescere valore alla sua autorità dovrà trovarsi di rado tra i suoi soggetti e per lo più solo quando si tratta di punire o di minacciare. Questo sistema è facile, meno faticoso e giova specialmente nella milizia e in generale tra le persone adulte ed assennate, che devono da se stesse essere in grado di sapere e ricordare ciò che è conforme alle leggi e alle altre prescrizioni.
Diverso, e direi, opposto è il sistema Preventivo. Esso consiste nel far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un Istituto e poi sorvegliare in guisa, che gli allievi abbiano sempre sopra di loro l'occhio vigile del Direttore o degli assistenti, che come padri amorosi parlino, servano di guida ad ogni evento, diano consigli ed amorevolmente correggano, che è quanto dire: mettere gli allievi nella impossibilità di commettere mancanze.
Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l'amorevolezza; per-ciò esclude ogni castigo violento e cerca di tenere lontano gli stessi leggeri castighi. Sembra che questo sia preferibile per le seguenti ragioni:
I. L'allievo preventivamente avvisato non resta avvilito per le mancanze commesse, come avviene quando esse vengono deferite al Superiore. Né mai si adira per la correzione fatta o pel castigo minacciato oppure inflitto, perché in esso vi è sempre un avviso amichevole e preventivo che lo ragiona, e per lo più riesce a guadagnare il cuore, cosicché l'allievo conosce la necessità del castigo e quasi lo desidera.
II. La ragione più essenziale è la mobilità giovanile, che in un momento dimentica le regole disciplinari, i castighi che quelle minacciano. Perciò spesso un fanciullo si rende colpevole e meritevole di una pena, cui egli non ha mai badato, che niente affatto ricordava nell'atto del fallo commesso e che avrebbe per certo evitato se una voce amica l'avesse ammonito.
III. Il sistema Repressivo può impedire un disordine, ma difficilmente farà migliori i delin-quenti; e si è osservato che i giovanotti non dimenticano i castighi subiti, e per lo più conservano amarezza con desiderio di scuotere il giogo ed anche di farne vendetta. Sembra talora che non ci badino, ma chi tiene dietro ai loro andamenti conosce che sono terribili le reminiscenze della gioventù; e che dimenticano facilmente le punizioni dei genitori, ma assai difficilmente quelle degli educatori. Vi sono fatti di alcuni che in vecchiaia vendicarono bruttamente certi castighi toccati giustamente in tempo di loro educazione. Al contrario il sistema Preventivo rende amico l'allievo, che nell'assistente ravvisa un benefattore che lo avvisa, vuol farlo buono, liberarlo dai dispiaceri, dai castighi, dal disonore.
IV. Il sistema Preventivo rende avvisato l'allievo in modo che l'educatore potrà tuttora parla-re col linguaggio del cuore sia in tempo della educazione, sia dopo di essa. L'educatore, guadagnato il cuore del suo protetto, potrà esercitare sopra di lui un grande impero, avvisarlo, consigliarlo ed anche correggerlo allora eziandio che si troverà negli impieghi, negli uffizi civili e nel commercio. Per queste e molte altre ragioni pare che il sistema preventivo debba prevalere al repressivo.

II Applicazione del sistema Preventivo.

La pratica di questo sistema è tutta appoggiata sopra le parole di s. Paolo che dice: Charitas benigna est, patiens est; omnia suffert, omnia sperat, omnia sustinet. La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera tutto e sostiene qualunque disturbo. Perciò soltanto il cristiano può con successo applicare il sistema Preventivo. Ragione e Religione sono gli strumenti di cui deve costantemente far uso l'educatore, insegnarli, egli stesso praticarli se vuol essere ubbidito ed ottenere il suo fine. 


sabato 24 dicembre 2016

Il presepe di don Angelo

La tradizione della costruzione del presepe é una espressione tra le più belle e significative del patrimonio antropologico e religioso della cristianità.
Il valore simbolico della rappresentazione della Natività del Signore, realizzata con paesaggi e personaggi di cartapesta e gesso riprodotti in miniatura, é di grande rilevanza e funzionalità per il dialogo sulla fede e per la sua trasmissione tra le generazioni.
Una vera catechesi sull'Incarnazione del Verbo di Dio che coinvolge la preparazione teologica e pastorale, la molteplicità dei linguaggi, l'apprendimento operativo, la partecipazione emotiva profonda degli adulti e dei più piccoli che partecipano alla strutturazione pratica e alla visione estetica del presepe.

La Storia del Presepe é antica e ricca di luoghi di esperienze. Basta scorrere un poco la letteratura dedicata da secoli alla "civiltà del presepe" per accorgersi delle tantissime chiavi di lettura che la caratterizzano: la storia biblica, la spiritualità', l'educazione, la tradizione popolare, la storia ecclesiastica, la storia delle arti figurative, l'artigianato, l'economia, il turismo, eventi culturali e musicali, l'aneddotica religiosa aristocratica e popolare.
Luoghi come la Grotta della Natività di Betlem, il 'Presepem' di Santa Maria Maggiore di Roma, il 'Presepe Vivente' di Greccio istituito da San Francesco di Assisi, il 'Presepe Napoletano' di San Gregorio Armeno, sono ispirativi ed esemplificativi della civiltà legata alla rappresentazione del Natale.
Il tradizionale presepe che si costruisce da decenni nella Chiesa dell'Assunta di Frattamaggiore, il presepe che don Angelo allestisce con la collaborazione di bravi ed esperti parrocchiani, rientra a pieno titolo nelle dimensioni di questa civiltà.

Una ventina di anni fa la tradizione natalizia locale frattese ha assunto particolari connotazioni ed un certo spessore culturale. Nel processo di modernizzazione della città che poteva comportare un inaridirsi delle radici storiche ed un affievolirsi dell’identità culturale del paese antico, si dette vita ad iniziative di recupero del patrimonio della tradizione popolare e alla formazione di alcune associazioni organizzate (Insieme per il Presepe, Amici del Presepe ed altre) per promuovere e rappresentare l’arte presepiale. Don Angelo fu tra i promotori principali di queste iniziative che favorirono tra l’altro la ricerca storica, la riflessione religiosa, mostre, eventi e pubblicazioni. In particolare don Angelo fu ufficialmente il “Padre Spirituale” della Associazione Culturale Frattese “Insieme per il Presepe”, la quale per oltre un decennio ha dato vita ad eventi espositivi dei presepi costruiti dai soci e alla pubblicazione di un catalogo annuale valorizzato dalle più importanti case editrici napoletane operanti nel campo della divulgazione dell’arte.
Di seguito si possono leggere due brani a firma di don Angelo stralciati dai primi due numeri dei Cataloghi pubblicati dell’Associazione “Insieme per il Presepe”. Il primo brano è estratto da quello che può essere considerato un vero saggio di Storia del Presepe intitolato “Il nostro Natale” e scritto per tracciare le linee di una certa relazione tra la storia generale, la storia particolare del paese, e la stessa storia del presepe dell’Assunta che oggi si ispira sia alla tradizione e sia alla rappresentazione delle problematiche, come quella dei profughi e dei terremotati, che interpellano la vita cristiana contemporanea. Il secondo brano è estratto da quella che può essere considerata una forte esortazione pastorale per vivere la spiritualità del Natale e che è intitolata “Ritorniamo tutti al Presepe di Betlem”.




lunedì 19 dicembre 2016

Spiritualità Carità e Devozione temi di Avvento

L’inizio del nuovo Anno liturgico e dell’Avvento 2016 è stato precorso da una serie di attività pastorali che hanno portato la Comunità Parrocchiale a vivere con intensità momenti significativi per la crescita spirituale, per la solidarietà ecclesiale e per la tradizione natalizia.
In questo senso si evidenzia l’importanza del pellegrinaggio alla tomba di San Giuseppe Moscati nella Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, vissuto in onore del medico santo e nella previa immersione nel clima natalizio dei presepi di San Gregorio Armeno. Si evidenzia poi la meritoria iniziativa di condivisione e di gemellaggio con la comunità ecclesiale del Piceno che si ritrova a vivere le drammatiche vicende prodotte dal terremoto in Centro Italia; con questa iniziativa la Caritas Parrocchiale, che insieme con il Parroco ha incontrato il Vescovo Giovanni D’Ercole nell’Episcopio di Ascoli Piceno, ha avuto occasione di portare un aiuto concreto e di contribuire efficacemente alla ripresa delle attività liturgiche in quel territorio devastato dalle numerose scosse sismiche. Si evidenzia ancora l’azione pastorale della Catechesi del Mercoledì e delle sue tematiche orientate alla preparazione e la riflessione spirituale per il Natale. Ed infine il grande lavoro di costruzione del Presepe Parrocchiale realizzato per rappresentare in maniera vivida e nel segno della grande tradizione parrocchiale che si ispira agli eventi storici contemporanei, il Mistero della Natività e dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Segue una descrizione di queste attività pastorali svolta con l’ausilio degli interventi diretti del Parroco che le ha illustrato sia all’assemblea ecclesiale e sia ai followers dei profili e delle pagine parrocchiali sui social.

La devozione a San Giuseppe Moscati. Gli interventi del Parroco sono datati al 16 Novembre 2016 e al 21 Novembre 2016.

16 Novembre - Carissimi, oggi festa grande nella Chiesa universale ma soprattutto nel territorio napoletano e campano! La Chiesa del Gesù, luogo scelto direttamente da S. Ignazio è la Chiesa Madre della Compagnia di Gesù che custodisce nell'urna di bronzo le spoglie di Giuseppe Moscati, medico Santo! Tra le tante ricchezze ambientali paesaggistiche e artistiche che vanta Napoli, Giuseppe Moscati è un tesoro umano e spirituale prima di esserlo sul piano culturale, sociale e professionale! Il Gesù Nuovo è impreziosito anche dalla sua presenza e dai suoi ricordi che rappresentano un richiamo continuo ai valori della fede e del Vangelo che sono stati vissuti e testimoniati dall'azione incessante di servizio reso a tutti e particolarmente ai poveri dal medico santo nell'esercizio della sua illuminata professione nelle aule universitarie, nella ricerca scientifica e nella missione sanitaria!
Resisto a personali riflessioni che mi sarebbero comunque utili a mia edificazione e santificazione, ma per riflettere privilegio solo alcuni pensieri tratti dai suoi scritti e dalla sua testimonianza fondata e vissuta nell'amore gratuito che lo rivela uomo di intensa preghiera e profonda fede, uomo di studio serio e di magistero scientifico, uomo di arte medica a servizio dei pazienti e sofferenti, uomo missionario di carità e di amore!
Non è santo solo per la fede, né per la scienza, né per la professione medica ma per il suo grande amore per i sofferenti specialmente poveri dai quali non accettava mai compensi, prendendosi cura di loro a sue spese e aiutandoli nel corpo e nello spirito!
Quanta umanità prima della professionalità donava ai suoi pazienti alleviando i loro disagi e le loro pene, confortando e consolando gli afflitti, infondendo speranza nei cuori!
Limpido nel volto, nel portamento, nello stile,nei pensieri nei sentimenti, nel linguaggio,nelle relazioni! Amante della verità così scriveva: "Mostrati qual sei, senza infingimenti, senza paura e senza riguardi e se la verità ti costa la persecuzione, tu accettala e il tormento tu sopportalo e se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, tu sii forte nel sacrificio!
Scriveva ancora ad un collega medico: "non la scienza ma la carità ha trasformato il mondo e solo pochissimi sono passati alla storia per la scienza ma tutti potranno rimanere imperituri se si dedicheranno al bene". E ancora suggeriva: "Esercitiamoci quotidianamente nella carità. Dio è carità: chi sta nella carità sta in Dio e Dio stai in lui. Perciò non dimentichiamo di fare ogni giorno, anzi ogni momento offerta delle nostre azioni a Dio compiendo tutto per suo amore!".
L'identikit del santo è tracciato dal Papa santo Giovanni Paolo II durante la canonizzazione con questo profilo: "Giuseppe Moscati, medico primario ospedaliero, insigne ricercatore, docente universitario di filologia umana e di chimica fisiologica visse i suoi molteplici compiti con tutto l'impegno e la serietà che l'esercizio di queste delicate professioni laiche richiede". "Uomo integro e cristiano coerente, non esitava a denunziare gli abusi adoperandosi per demolire prassi e sistemi che andavano a danno della vera professionalità e della scienza, a danno degli infermi, come pure degli studenti".
Con questo luminoso esempio c'è tanto lavoro per noi tutti per copiarlo e imitarlo! Lo pregheremo perché assista e protegga coloro che soffrono nel corpo e nello spirito ma ancora quanti esercitano la professione medica o paramedica e quanti svolgono assistenza sanitaria o di vicinanza agli infermi perché sappiano accostarsi ai pazienti come a Cristo sofferente con profondo rispetto, con migliore professionalità e soprattutto con tanta, tanta umanità! La Madonna del silenzio che era in cima ai suoi pensieri e gli faceva compagnia, aiuti anche noi ad amare nel silenzio e senza rumore!


21 Novembre - Carissimi, mentre calano le tenebre e sta per finire questa speciale domenica per gli eventi che sono stati ricordati e celebrati vi auguro una felice e serena conclusione della giornata con una tranquilla e gioiosa serata! Intanto, ricordo a quanti si sono prenotati che il ritrovo presso la parrocchia per il pellegrinaggio a S. Giuseppe Moscati è alle ore 15 con la celebrazione all'altare del Santo, la visita ai ricordi, la passeggiata a S. Gregorio Armeno per la rassegna dell'arte presepiale e ritorno a casa con serata comunitaria di condivisione della pizza presso il ristorante "Gallo d'oro".
Alla tomba di S. Giuseppe Moscati pregheremo per i nostri malati, per il personale medico e paramedico, per quanti assistono gli anziani e per coloro che si raccomandano alle nostre preghiere!
A tutti il nostro pensiero e per tutti il nostro ricordo!


Le Catechesi di Avvento. Gli interventi del Parroco sono datati al 1 Dicembre 2016 e al 4 Dicembre 2016.

1 Dicembre - È iniziato con l'Avvento il nostro cammino catechetico in preparazione all'incontro con Cristo che viene! Al taglio di partenza la comunità sensibile ai valori dello spirito! Il percorso ci fa ritrovare ogni mercoledì alle ore 17,30 nell'auditorium parrocchiale "Giovanni Paolo II". La partecipazione è aperta a tutti!

4 Dicembre - Carissimi abbiamo fatto i primi passi di questo itinerario preparatorio che ci dispone all'accoglienza di Cristo che continua a venire e a a bussare al cuore dell'umanità! Siamo infatti alla seconda tappa e la sollecitazione a non perdere tempo in cose vane e dispersive e a concentrarci spiritualmente sull'evento che si annunzia, ci giunge dalla voce accorata e vibrante di Giovanni Battista che rivolge a tutta l'umanità, alle folle del tempo e a noi che siamo in cammino l'invito a rinnovarsi sottolineando con forza l'urgenza della conversione!
Non c'è da aspettare ma occorre mettersi all'opera perché per la venuta del Signore possiamo percorrere la strada giusta raddrizzando ciò che è deviante e fuorviante e sgombrando il nostro cuore da tutto ciò che ostacola il rapporto con Dio!
È proprio il precursore Giovanni Battista che ci orienta nella preparazione perché nell'incontro con il Signore si possa realizzare ciò che il cuore di ogni uomo desidera e a cui aspira, cioè il suo regno di giustizia e di pace!
Contempliamo perciò la testimonianza di Giovanni accogliendo le sue parole con le quali ci richiama a convertirci ad una vita cristiana più autentica che deve partire dalla onesta e umile conoscenza di sé stessi e poi con coraggio confrontare la propria vita con quella parola di verità e di luce!
Piace,però riflettere anche sul look del precursore che non è secondario e non va letto come fragilità estetica! È invece un grande messaggio educativo sia sul piano spirituale che igienico-sanitario! Infatti, basta considerare il luogo in cui svolge la sua missione, il suo stile, il suo abbigliamento, la sua dieta alimentare, per convincersi che tutto è austero e ci parla ricordandoci che non entreremo mai nel clima d'una seria preparazione spirituale se in noi non c'è austerità di luogo e di tempo, di stile e di comportamento, di abbigliamento e di nutrizione! È una necessaria terapia che fa bene al corpo e allo spirito!
Occorre, pertanto, entrare in questa palestra spirituale perché si possano creare le condizioni ambientali interiori che agevolino il nostro cammino di conversione e rendano idoneo il nostro cuore per incontrare e accogliere stabilmente il Cristo nella nostra vita!
È proprio questa condotta austera e disciplinata che riesce a dare le ali al nostro spirito che diventa in grado di sconfiggere il male dovunque si annida e consente di inaugurare un regno di amore e di pace! Buon cammino di rinascita spirituale! 


Il Gemellaggio con la Comunità Ecclesiale del Piceno. Gli interventi del Parroco sono datati al 6 Dicembre 2016 e al 9 Dicembre 2016.

6 Dicembre Carissimi, vi annunzio questa mattina una grande consolazione che ci riguarda, come persona e come comunità! Il ponte di solidarietà orante e di sostegno materiale per la ricostruzione nelle zone terremotate ci ha permesso di condividere la dolorosa esperienza delle popolazioni in sofferenza e gli interventi di soccorso e di aiuto posti in atto dalla Chiesa Picena guidata dal suo pastore il vescovo Giovanni d'Ercole!
Accogliendo il suo appello ad essere uniti per la ricostruzione e la Sua richiesta di aiuto per adottare una nuova chiesa a Pescara del Tronto, la nostra risposta è stata tempestiva da fornire in tempi rapidi le suppellettili necessarie per l'altare, la sagrestia e l'arredo liturgico! La consolante realtà è che il progetto della nuova chiesa è stato realizzato in tempi record e che nella prima domenica di Avvento è stata celebrata anche la prima messa con tutto l'arredamento liturgico donato dalla nostra comunità! Deo gratia! Il nostro impegno non è finito perché venerdì prossimo il 9 dicembre ci recheremo pellegrini nelle zone terremotate, incontreremo in episcopio il carissimo Vescovo Don Giovanni per un aggiornamento della difficile situazione, parleremo con i referenti della Caritas diocesana a cui consegneremo generi di abbigliamento e indumenti di protezione dal freddo da assegnare alle famiglie più provate e in difficoltà!
Un dono in danaro per le necessità più urgenti sarà, invece, consegnato nelle mani del Vescovo!
Si annunzia programmata una giornata speciale di comunione e di fraternità come augurio natalizio che intendiamo rivolgere per una speranzosa ricostruzione! Chi vuole condividere con noi questa stupenda esperienza di amore fraterno, può mettersi in contatto con la nostra comunità! Intanto,un caro saluto a tutti di buona giornata!

9 Dicembre – Carissimi, il saluto mattutino vi giunge di buon'ora mentre sono in viaggio, pellegrino di conforto e di speranza verso la terra terremotata delle Marche dove insieme ad una rappresentanza della nostra comunità ci rechiamo ad esprimere dal vivo i nostri sentimenti di condivisione delle sofferenze, dei disagi e delle speranze della popolazione del Piceno. Nel nostro programma è previsto nella tarda mattinata l'incontro con il pastore di quella terra duramente provata, il Vescovo Don Giovanni d'Ercole e con quanti ancora stanno soffrendo o lavorano per lenire i disagi e per incoraggiare la ripresa! Questa esperienza ci emoziona non poco e ci impegna ad una solidarietà più viva e generosa! Ben sapendo che il disastro sismico non è solo quello che è avvenuto ma fanno seguito ancora più numerosi i problemi che si sono succeduti e che occorre affrontare, la nostra testimonianza si concretizzerà con un impegno di gemellaggio e con la consegna direttamente nelle mani del Vescovo di donazioni in natura e in danaro, quale risposta dei cuori sensibili e generosi della nostra comunità parrocchiale! La giornata si annunzia particolarmente coinvolgente e siamo fiduciosi di poterla vivere nel segno della solidarietà e della carità fraterna quale primizia augurale di una rinascita che consenta ai nostri fratelli terremotati di guarire dalle tante ferite che ancora oggi sanguinano! A presto e serena giornata!

La costruzione del Presepe Parrocchiale. L’intervento del Parroco è datato al 16 Dicembre 2016.

16 Dicembre – Carissimi, inizia oggi la novena di Natale e ci mettiamo sul rettilineo d'arrivo per contemplare il Signore che viene per noi! È lo sprint conclusivo della preparazione spirituale per un incontro di gioia e di speranza! Come particolare invito a non disertare, anche la realizzazione del presepe parrocchiale realizzato e condiviso con me da un team di solerti collaboratori è stato inaugurato ieri sera per richiamare tutti, piccoli e grandi all'incontro con il Signore della vita e dell'amore! In attesa di abbracciarvi vi offriamo una mini documentazione dell'opera realizzata quale segno della universalità della venuta di Cristo per tutti gli uomini di ogni popolo e razza, con particolare riferimento al dramma degli immigrati naufragati e della loro nascita in cielo! Buon cammino !







mercoledì 2 novembre 2016

La festa traslata di Ottobre in onore della Madonna Assunta

Il dogma dell'Assunzione corporea in cielo di Maria fu dichiarato il 1° Novembre del 1950 con la bolla “Munificentissimus” di Papa Pio XII. Il dogma si fonda sulla verità del Vangelo che vede Maria sempre unita all'azione salvifica di Gesù, e quindi sulla convinzione persistente della Chiesa che Ella partecipa alla gloria del Cristo Risorto.
Già in un Sacramentario Pontificio dell'VIII secolo si legge: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei».
La definizione dogmatica si legge nella “Munificientissimus Deus”: “Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
   La celebrazione dell'Assunta, che si tiene liturgicamente il 15 Agosto, viene estesa dalla Parrocchia frattese a Lei dedicata con i solenni festeggiamenti che si tengono la prima settimana di Ottobre per consentire la più ampia partecipazione dei fedeli dopo le ferie estive.
La riflessione del Parroco intorno al significato della festa dell'Assunta la leggiamo dal profilo social in rete del gruppo parrocchiale:

15/8/2016 - Solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo
Carissimi, gioia piena ed esultanza nella Chiesa e nel mondo perché, oggi, il nostro sguardo è attratto dalla contemplazione di Maria Assunta in cielo in corpo e anima che, accompagnata dagli angeli, entra nella gloria di Dio a cui noi pure siamo destinati! In verità, restiamo estasiati di fronte a questa grandezza di Maria che per la sua divina maternità che l’ha strettamente congiunta con Gesù, figlio di Dio, l’ha glorificata rendendola partecipe della stessa gloria di Cristo! Ha, infatti, condiviso con il Figlio la sofferenza sotto la croce ed è giunta al premio di essere associata al Figlio nella vittoria sulla morte e nella incorruttibilità della gloria! Noi siamo, pertanto, confortati e incoraggiati dalla consapevolezza che Maria ”primizia e immagine della Chiesa” che porta all’umanità il Redentore, è anche madre nostra! Lei è la prima di tutti i credenti e di tutti i salvati per cui il destino di Maria Assunta in cielo è anche il nostro destino! Nel celebrare solennemente la sua Assunzione al Cielo vogliamo sperare anche nella nostra!Perciò, con impeto del cuore e con fiducia accostiamoci al suo trono di grazia e supplichiamola!
O Maria, regina degli Angeli e Signora dei cieli, ti riconosciamo forte nella fede e singolare nella gloria! La tua pietà è tanto grande quanto il tuo potere! Sei così misericordiosa nell’aiutare i miseri e tanto potente nell’impetrare ciò che ti si chiede, abbi compassione di tutti noi, figli miseri e bisognosi che con fiducia a Te ricorriamo! Tu ottieni dall’Onnipotente ciò che vuoi, Madre di Misericordia, prega il Figlio tuo per noi tuoi figli e continua ad essere mediatrice di grazie e di consolazioni tra noi e Dio e a intercedere per noi presso Gesù, nostro Salvatore! Tu, Madre incomparabile, cammina con noi sulle strade di questo mondo, così accidentate e pericolose, perché anche noi siamo da Te guidati al cielo e con Te possiamo entrare nella gloria! Amen.
  Il programma dei festeggiamenti ha fatto riferimento ad intendimenti pastorali (Anno della Misericordia, Congresso Eucaristico Nazionale, Nuovo Anno Pastorale con speciale orientamento verso la problematica giovanile) e ad eventi che hanno interessato e coinvolto la solidarietà dell'intera comunità parrocchiale (Terremoto in Centro Italia, Immigrati, Territorio).


La settimana di Ottobre è stata così preparata con una intensa esperienza di preghiera e di spiritualità (Festa di San Pio con Santa Messa sul sagrato, Solenni Quarantore nei giorni 28 29 e 30 settembre). Essa poi si è sviluppata con una serie di celebrazioni liturgiche quotidiane presiedute da sacerdoti parrocchiali, dal missionario comboniano p. Flavio Mazzata, da p. Franco Beneduce sj, e dai vescovi Rinaldi, Milano e Spinillo. Sono stati realizzati percorsi di missione popolare ed educativa, con serate di solidarietà e di accoglienza. Tutte le iniziative sono state puntualmente presentate riprese e narrate con la comunicazione sui profili social vicino alla Parrocchia curata soprattutto da Onorato Jommelli.